Il centro storico teatro di violenze e interventi di polizia. Il coordinamento cittadino del partito accusa l'amministrazione: l'eliminazione del divieto di accattonaggio ha peggiorato il degrado.
di Pasqualino Trubia
Le piazze del centro si accendono, e non per la movida. I recenti episodi di cronaca registrati tra Piazza Yenne e Piazza del Carmine a Cagliari hanno innescato una dura offensiva politica. A lanciare l'affondo contro l'amministrazione comunale è il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia, che legge nei fatti di questi giorni il fallimento di una precisa linea di governo urbano.
La fotografia del centro
Il partito parte dai verbali delle forze dell'ordine per inquadrare il fenomeno. La denuncia è netta e non lascia spazio a interpretazioni:
«Nel giro di pochi giorni la città è stata teatro di aggressioni, violenze e interventi delle forze dell’ordine con allontanamenti immediati in aree centrali e altamente frequentate. Non siamo più davanti a fatti isolati, ma a un quadro che fotografa una situazione sempre più preoccupante».
L'accusa sulle scelte amministrative
Per FdI, la radice del problema non risiede in una fatalità o in una fisiologica recrudescenza del crimine, ma in quelle che definisce "scelte ideologiche e lassiste" dell'attuale Giunta. Il dito è puntato in particolare su un provvedimento specifico preso a inizio mandato:
«Invece di rafforzare gli strumenti di controllo e presidio del territorio, il Comune ha scelto di lanciare segnali opposti. Tra i primi atti politici di questa amministrazione vi è stata infatti l’eliminazione del divieto di accattonaggio, una decisione che ha rappresentato plasticamente un’idea di città fondata sul lassismo e sulla rinuncia a governare fenomeni già complessi». Che cos'è esattamente il "divieto di accattonaggio" nei regolamenti comunali? Si tratta di un'ordinanza o di un articolo del regolamento di Polizia Urbana che vieta la richiesta di elemosina negli spazi pubblici. Quando è in vigore, fornisce alla Polizia Locale e alle Forze dell'Ordine uno strumento per sanzionare chi chiede denaro e, nei casi previsti dalla legge (es. accattonaggio molesto), di applicare il "Daspo Urbano", ovvero l'ordine di allontanamento immediato da specifiche aree della città. Eliminarlo significa depenalizzare a livello amministrativo questa pratica sulle strade cittadine.
Il nodo dell'accoglienza e la richiesta di svolta
Il comunicato allarga poi il campo visivo, collegando il degrado urbano a un modello di accoglienza definito «privo di regole chiare, di equilibrio e di reale capacità di integrazione». Una pressione che, secondo l'opposizione, ricade interamente sulle spalle dei residenti e delle attività commerciali, alimentando le tensioni. La richiesta finale alla Giunta si traduce in un appello al ripristino dell'ordine:
«Il Comune smetta di inseguire finte narrazioni solidaristiche e di inclusioni e inizi finalmente a difendere concretamente chi vive e lavora in città rispettando le regole».
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