La Sardegna risale la classifica del Welfare: è seconda al Sud. Todde: "I numeri ci danno ragione"

Alessandra Todde

Migliorano gli indicatori regionali su dispersione scolastica e giovani inattivi. L'Isola è prima in Italia per spesa in protezione sociale rispetto al PIL. La soddisfazione della Presidente della Regione.

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La qualità della vita di un territorio si misura incrociando i bilanci pubblici con la realtà quotidiana delle famiglie. Secondo l'ultimo "Welfare Italia Index 2025" (il rapporto stilato dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti), la Sardegna sta risalendo la china.

L'Isola si piazza al sedicesimo posto nella classifica nazionale complessiva, ma conquista la medaglia d'argento tra le regioni del Mezzogiorno. Un risultato che la politica regionale oggi rivendica con forza.

I numeri: dove spende l'Isola Il rapporto fotografa due aspetti: quanti soldi vengono investiti e che impatto reale hanno questi fondi sulla società. Sul fronte della capacità di spesa, la Sardegna totalizza 78,1 punti. Spulciando le singole voci, emergono primati inaspettati. L'Isola è prima in Italia per spesa in protezione sociale (investendo l'1,57% del proprio Prodotto Interno Lordo) e seconda a livello nazionale per gli investimenti nelle politiche del lavoro. Seguono un sesto posto per la spesa sanitaria pro capite e un settimo piazzamento per i fondi destinati a istruzione e formazione.

Questa mole di investimenti inizia a riflettersi sulle piaghe storiche della società sarda. I dati del rapporto certificano una flessione della dispersione scolastica, che cala dal 17,3% al 14,5%. Scende anche la percentuale dei giovani inattivi, passando dal 22,8% al 20,3%. I report economici sono spesso farciti di anglicismi tecnici. Traduciamoli in italiano corrente: Welfare: È lo "Stato sociale". Significa l'insieme di tutti i servizi, i sussidi e le tutele (sanità, pensioni, asili nido, redditi di sostegno) che le istituzioni mettono in campo per garantire il benessere dei cittadini e aiutare le fasce più deboli. Think Tank: Letteralmente "serbatoio di pensiero". È un istituto di ricerca indipendente (in questo caso The European House - Ambrosetti) che studia dati complessi per fornire analisi e consulenze alla politica e all'economia. Giovani NEET: È l'acronimo inglese di Not in Education, Employment or Training. Indica quei ragazzi che non studiano, non lavorano e non stanno frequentando alcun corso di formazione. È il termometro principale della disoccupazione giovanile cronica.

La reazione del Palazzo Di fronte ai numeri del report, la Presidente della Regione Alessandra Todde non nasconde la soddisfazione, intestando i miglioramenti alle scelte strategiche della propria Giunta: «Questi numeri confermano che la direzione è quella giusta. Abbiamo scelto di investire in modo mirato su protezione sociale, lavoro, sanità e istruzione e i primi risultati iniziano a vedersi nella vita delle persone».

La governatrice frena i facili entusiasmi, ma blinda l'operato dei suoi uffici: «Non è un punto di arrivo. Restano divari da colmare, a partire dall’occupazione femminile, ma questo risultato dimostra che con una programmazione mirata si possono ottenere cambiamenti concreti. Dietro questi dati c’è un impegno quotidiano che sta dando risultati misurabili e che continueremo a portare avanti con determinazione».