Il ritorno di "Ghino di Tacco" in gonnella: Stefania Craxi prende le redini di Forza Italia al Senato

Stefania Craxi

Gasparri si arrende alla congiura interna e lascia. Tajani affida la presidenza dei senatori azzurri alla figlia di Bettino. Il cognome che segnò la fine della Prima Repubblica torna a dominare l'Aula.

di Pasqualino Trubia

La ruota della politica italiana gira a vuoto per decenni, per poi tornare esattamente al punto di partenza. Il nome Craxi siede nuovamente ai vertici del Parlamento. Dopo le dimissioni forzate di Maurizio Gasparri, travolto dalla faida interna scoppiata all'indomani del referendum, Forza Italia ha scelto la sua nuova guida a Palazzo Madama: Stefania Craxi.

L'investitura è arrivata via social, spogliata dai vecchi riti di segreteria, direttamente dalla tastiera del leader azzurro Antonio Tajani: «A Stefania Craxi, neo presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, rivolgo i migliori auguri di buon lavoro».

L'ombra lunga del guappo Non è una semplice rotazione di poltrone, ma la chiusura di un cerchio storico. La figlia di Bettino prende il timone dei senatori nel partito fondato da Silvio Berlusconi, l'uomo che del leader socialista fu prima protetto televisivo e poi, dopo la bufera di Tangentopoli, erede del bacino elettorale moderato.

Nei suoi corsivi di piombo, Indro Montanelli fustigava il capostipite dipingendolo come un guappo, un autocrate che governava l'Italia con gli stessi metodi del brigante Ghino di Tacco. Esigeva pedaggi, imponeva lealtà e incuteva timore. Quell'era politica si è sbriciolata sotto i colpi dei giudici milanesi ed è finita nell'esilio di Hammamet. Oggi, oltre trent'anni dopo, il sangue di quel "Ghino di Tacco" socialista torna a dettare la linea in Senato.

Il palazzo e la trincea Gasparri esce di scena in silenzio, silurato dai suoi stessi compagni di partito, che in quattordici hanno firmato per destituirlo. Stefania Craxi, già presidente della Commissione Esteri, entra invece dalla porta principale, forte di un cognome che a destra non ha mai smesso di pesare e di affascinare. Cosa fa esattamente il Capogruppo al Senato (o Presidente di gruppo)? Non è un titolo onorifico. È il "capo bastone" del partito in Aula. È colui che decide chi parla e chi tace nei dibattiti, tratta direttamente con il Governo per concordare o modificare le leggi e, soprattutto, siede nella "Conferenza dei Capigruppo": la stanza dei bottoni in cui si decide il calendario e l'ordine del giorno dell'intero Senato. Mettere una Craxi in quel ruolo significa affidarle in mano il peso politico e negoziale di Forza Italia per il resto della legislatura.

I fatti si esauriscono qui. La Prima Repubblica è morta e sepolta, ma i suoi eredi continuano a camminare, indisturbati, nei corridoi della Terza.