Il centrodestra algherese va all'attacco sulla gestione della nettezza urbana. Cardi e Cocco reclamano le carte del nuovo contratto settennale: "Opacità inaccettabile, la Giunta ha escluso il Consiglio dal confronto".
L'appalto più ricco e delicato della città si trasforma nell'ennesimo campo di battaglia politico. A trenta giorni dall'annuncio della firma sul nuovo servizio di igiene urbana, Fratelli d'Italia va all'attacco. Nel mirino del coordinatore cittadino Pino Cardi e del capogruppo consiliare Alessandro Cocco finiscono il sindaco Raimondo Cacciotto e l'assessore all'Ambiente Raniero Selva, accusati di aver blindato la pratica escludendo l'aula da ogni discussione.
Il peso dell'appalto e le carte fantasma
Il nodo della contesa è la totale assenza di documentazione ufficiale sui banchi dei consiglieri. Un blackout informativo che, secondo i due esponenti meloniani, svilisce il ruolo dell'assemblea cittadina.
«A un mese dall’annuncio della firma del nuovo appalto per il servizio di nettezza urbana – denunciano Cardi e Cocco –, né il sindaco Cacciotto né l’assessore Selva hanno avviato alcun reale percorso di condivisione con il Consiglio comunale».
A pesare come un macigno sono le cifre in gioco:
«Ad oggi non è stato trasmesso alcun documento, né una bozza di capitolato. Parliamo di un appalto da 118 milioni di euro in sette anni, l’appalto più rilevante per il Comune per dimensione economica e impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. È incomprensibile che su una materia così strategica si scelga di escludere il Consiglio da qualsiasi confronto». Che cos'è il capitolato d'appalto e perché l'opposizione lo reclama a gran voce? Non è un semplice riassunto, ma il "libretto di istruzioni" legale e operativo del servizio. Lì dentro c'è scritto tutto: quante volte alla settimana passeranno i mezzi a ritirare la plastica, in quali orari verranno svuotati i cestini, quanti operatori puliranno le spiagge d'estate e quali penali economiche scatteranno se la ditta non fa bene il suo lavoro. Visionare e discutere questo documento in Commissione significa avere la possibilità di modificare le regole del gioco prima che il contratto diventi legge intoccabile per i successivi sette anni.
L'ultimatum e l'ombra delle spaccature in maggioranza
La richiesta formale di Fratelli d'Italia è perentoria e punta a riaprire i canali istituzionali: «Serve la convocazione urgente della Commissione Ambiente e la trasmissione completa degli atti, per consentire un confronto serio, trasparente e basato sui dati. Il Consiglio deve poter esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo». L'ultimo affondo della nota stampa sposta però il mirino dalle scartoffie alle fibrillazioni politiche, evocando i recenti malumori che hanno agitato l'assegnazione delle deleghe e i lavori d'aula:
«Questa opacità è ancora più grave alla luce delle tensioni interne alla maggioranza e delle criticità nei rapporti tra la Commissione ambiente e l’assessore Selva. Su un appalto di questa portata non sono accettabili né ritardi né ambiguità. Servono chiarezza, responsabilità e rispetto delle istituzioni».
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