Serrande abbassate a settembre, Sardegna al Centro lancia la sfida: "Campi da golf per salvare l'inverno di Alghero"

Donato Capuano

Il portavoce cittadino Donato Capuano propone il modello andaluso per la Riviera del Corallo. L'obiettivo: attirare turisti ricchi da ottobre a maggio usando acque depurate e senza colate di nuovo cemento.

L'estate finisce, le saracinesche si abbassano e i lavoratori stagionali si mettono in fila per i sussidi. È il ciclo immutabile, e per molti asfissiante, dell'economia balneare. Per spezzare questo schema ad Alghero, Sardegna al Centro mette sul tavolo una proposta economica precisa: trasformare la Riviera del Corallo in una meta golfistica internazionale. A lanciare il sasso nello stagno della politica cittadina è Donato Capuano, Portavoce cittadino del movimento che fa capo ad Antonello Peru.

L'analisi di partenza è un confronto nudo e crudo con i concorrenti diretti del Mediterraneo. Mentre l'Algarve in Portogallo o la Costa del Sol in Spagna fatturano miliardi in pieno inverno grazie agli appassionati del green, ad Alghero gli alberghi si svuotano nonostante un patrimonio archeologico unico e un numero di ore di sole invidiabile. «Non possiamo continuare a rassegnarci all'idea che ad Alghero, appena finisce settembre, tutto debba chiudere i battenti», attacca Capuano.

Il target: chi spende di più e viaggia fuori stagione Il piano del movimento punta a intercettare una specifica fascia di viaggiatori per innescare la tanto auspicata destagionalizzazione. Capuano detta le condizioni per realizzare gli impianti sportivi provando a disinnescare in anticipo le storiche polemiche ambientaliste legate al consumo di suolo e risorse idriche: «Un golfista spende mediamente tre volte più di un turista balneare e viaggia proprio tra ottobre e maggio. Creare strutture di qualità non significa cementificare: la nostra idea è riqualificare volumetrie già esistenti e usare esclusivamente acque reflue depurate per il verde, rispettando l'ambiente». Nel comunicato si parla di lavoratori che finiscono in Naspi, di turismo nei mesi di spalla e di irrigazione con acque reflue depurate. Cosa significano questi termini? La Naspi è l'assegno mensile di disoccupazione erogato dall'INPS. In una città balneare, migliaia di camerieri, receptionist e cuochi vivono di Naspi tutto l'inverno perché le aziende chiudono. I mesi di spalla sono quelli che "affiancano" l'alta stagione estiva (ottobre, novembre, marzo, aprile, maggio). Riempire gli hotel in questi mesi significa fare contratti di lavoro lunghi quasi un anno, garantendo stabilità economica alle famiglie. Le acque reflue depurate sono le acque di scarico delle fognature cittadine che, dopo essere state pulite e filtrate dai depuratori industriali, non vengono buttate in mare ma riutilizzate per innaffiare i campi. Un metodo che permette di mantenere enormi prati verdi senza sprecare una sola goccia di acqua potabile.

Il tavolo tecnico e il nodo dei voli L'idea è che il golfista non viva blindato nel resort, ma diventi un consumatore diffuso: un turista ad alto budget da indirizzare verso le cantine locali, i ristoranti del centro e i siti archeologici come Palmavera o Anghelu Ruju. Per passare dalla teoria ai cantieri, il portavoce cittadino chiede un'assunzione di responsabilità trasversale, legando il progetto sportivo al vero tallone d'Achille del territorio: i trasporti. «Chiediamo che si apra subito un tavolo tecnico qui ad Alghero tra amministrazione e categorie produttive – conclude Capuano –. Dobbiamo avere il coraggio di fare sistema per garantire voli costanti su Alghero tutto l'anno e dare finalmente stabilità ai nostri giovani e alle nostre imprese».