Allarme in laguna: 3,6 milioni contro la piaga dei cormorani. Agus: "Indennizzi finalmente reali"

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Il vertice del "Tavolo blu" sblocca i fondi per chi subisce la razzia degli uccelli ittiofagi. Sul tavolo anche la lenta agonia della pesca al riccio e l'emergenza del caro-gasolio.

La sopravvivenza di chi vive di pesca in Sardegna si gioca su un doppio fronte: quello locale, contro la fame inesauribile dei cormorani, e quello globale, dettato dal costo del carburante. Questa mattina a Cagliari l'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Agus, ha riunito le associazioni di categoria per affrontare i dossier più caldi del comparto.

La buona notizia per le marinerie e gli operatori lagunari è una pioggia di fondi per tamponare un'emergenza storica.

La guerra dei cormorani: quadruplicati i fondi Il nodo principale dell'incontro ha riguardato il nuovo bando per gli indennizzi dei danni provocati dai cormorani. L'Assessorato ha deciso di cambiare passo, abbandonando le vecchie e contestate stime al ribasso. Il nuovo decreto recepisce un sistema di censimento aggiornato, chiesto a gran voce dagli stessi pescatori, per calcolare i rimborsi sulla base delle razzie effettivamente subite nelle lagune.

Per dare peso a questa riforma tecnica, la Regione ha messo sul piatto una dote finanziaria robusta: dai 900 mila euro dell'ultimo bando, si passa a un plafond di almeno 3,6 milioni di euro per coprire le annualità 2024-2025 e 2025-2026. L'apertura dei termini è fissata per il prossimo 10 aprile.

«Mettiamo a disposizione più risorse e, soprattutto, costruiamo un sistema che risponda meglio alla situazione effettivamente registrata dai pescatori», ha dichiarato l'assessore Agus. «L’obiettivo è superare le criticità del passato e garantire indennizzi più equi, basati su dati aggiornati e su un metodo di rilevazione condiviso con gli operatori. Era un passaggio importante, ora procederemo per dare risposte immediate e concrete a un problema che da anni incide sulla sostenibilità economica delle attività produttive lagunari della nostra isola». Che cos'è il Tavolo blu? È l'organo istituzionale di consultazione (il colore blu richiama l'economia del mare) in cui la Regione incontra i sindacati e le cooperative dei pescatori per decidere le regole del settore. Perché si pagano i danni da cormorano? Il cormorano è un uccello acquatico protetto dalle leggi europee. Essendo un formidabile pescatore, si nutre del pesce presente negli stagni e nelle lagune sarde, gestite commercialmente dai pescatori. Poiché la legge vieta di abbatterli, lo Stato e la Regione sono obbligati a "risarcire" i pescatori per il pesce che questi uccelli sottraggono quotidianamente alle loro reti.

L'agonia del riccio di mare Chiuso il capitolo uccelli, il vertice ha affrontato la delicata vertenza del riccio di mare. Una specie ormai vicina al collasso biologico, stretta tra la necessità di ripopolamento e la tutela di chi, da decenni, basa il proprio reddito su questa pesca.

«Dobbiamo tenere insieme tutela dell’ecosistema e salvaguardia del lavoro», ha spiegato il titolare dell'Agricoltura, evidenziando le difficoltà di trovare la quadratura del cerchio. «I percorsi che stiamo valutando insieme alle associazioni di categoria hanno come obiettivo quello di superare gli ostacoli che negli scorsi anni hanno impedito di concretizzare una soluzione che soddisfi gli operatori della pesca e la necessità di recupero del riccio di mare, da tempo in forte sofferenza».

Ciclone e Medio Oriente: la tempesta perfetta Il quadro si complica se si alza lo sguardo all'orizzonte. Ai danni fisici lasciati in eredità dal recente passaggio del Ciclone Harry, si somma la batosta economica derivante dalla crisi in Medio Oriente. Il balzo in avanti dei prezzi del carburante rischia di vanificare gli sforzi della flotta peschereccia sarda.

«Con le associazioni condividiamo una forte preoccupazione per gli effetti economici di quanto sta accadendo nello scenario internazionale», conclude Agus. «L’aumento del costo del gasolio rischia di tradursi in un ulteriore aggravio per tutti i settori produttivi dell’Isola, colpendo in maniera ancora più significativa l’agricoltura e la pesca, già messe a dura prova da mesi di maltempo tra piogge e mareggiate. Monitoreremo con attenzione l’evoluzione del quadro nazionale ed europeo, valutando eventuali interventi regionali integrativi per sostenere le imprese in questa fase particolarmente complessa».