Sanità, a Cagliari la prima rianimazione per bambini: firmato il patto storico tra Brotzu e Bambin Gesù

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Entro la fine dell'anno aprirà in Sardegna la prima Terapia Intensiva Pediatrica. L'accordo siglato a Roma punta a frenare i voli d'urgenza verso la Penisola. La presidente Todde: "Basta viaggi rischiosi per le nostre famiglie".

La sanità sarda colma una delle sue lacune più dolorose. Fino a oggi, un bambino in condizioni critiche doveva essere stabilizzato e caricato su un volo d'urgenza verso la Penisola. Entro la fine dell'anno, questo protocollo non sarà più l'unica via di salvezza.

Oggi a Roma è stato firmato l'accordo tra l'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari e l'ospedale Bambin Gesù, il più grande polo di ricerca e cura pediatrica d'Europa. L'obiettivo è chiaro e a stretto giro: aprire la prima Terapia intensiva e semi-intensiva pediatrica in Sardegna.

La fine dei "viaggi della speranza" La firma della convenzione – alla presenza dei vertici sanitari dei due ospedali – segna il passaggio dalle intenzioni ai fatti. Avere una struttura ad alta complessità sull'Isola significa poter gestire direttamente a Cagliari i casi più gravi, riducendo drasticamente i trasferimenti fuori regione. Significa, soprattutto, guadagnare minuti vitali per i piccoli pazienti ed evitare alle famiglie il trauma e i costi del trasferimento immediato. Perché serve una rianimazione "pediatrica"? Fino a oggi in Sardegna esisteva la Terapia Intensiva Neonatale (per i neonati e i prematuri) e la Terapia Intensiva generale (tarata sugli adulti). Se un bambino o un ragazzino aveva bisogno di cure rianimatorie complesse, mancava il reparto "di mezzo", costringendo i medici a disporre il trasferimento urgente negli ospedali specializzati della Penisola, come il Gaslini di Genova o, appunto, il Bambin Gesù di Roma.

Le parole della Presidente Todde A inquadrare il peso politico e sociale dell'operazione è la presidente della Regione, Alessandra Todde, che detiene l'interim alla Sanità: «La realizzazione della Terapia intensiva pediatrica rappresenta un risultato strategico per il sistema sanitario regionale. Si tratta di un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione per garantire ai bambini e alle famiglie sarde cure adeguate senza dover affrontare viaggi complessi e spesso rischiosi verso altre regioni. Questo accordo testimonia la nostra volontà di investire su competenze, qualità e collaborazione con le migliori eccellenze nazionali».

Per il Direttore Generale del Brotzu, Maurizio Marcias, l'intesa è un «passo decisivo per ampliare l’offerta assistenziale mantenendo al centro la qualità e la sicurezza delle cure».

Il cronoprogramma: medici romani in corsia a Cagliari L'accordo non si limita a una fornitura di macchinari, ma prevede un travaso di conoscenze mediche. A partire dal mese di aprile, prenderanno il via i tavoli operativi congiunti.

I medici anestesisti-rianimatori e gli infermieri del Brotzu andranno a Roma per un periodo di addestramento sul campo, imparando a gestire i pazienti pediatrici critici secondo i protocolli del Bambin Gesù. Al momento dell'apertura del nuovo reparto a Cagliari, il percorso si invertirà: un gruppo di specialisti romani si trasferirà temporaneamente in Sardegna per affiancare i colleghi isolani nella fase di avvio, garantendo che gli standard di sicurezza siano identici a quelli della Capitale fin dal primo giorno.