Coste sarde sotto assedio: droni, robot e "gemelli digitali" per prevedere le mareggiate. In arrivo i codici a colori per il mare

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La Protezione Civile fa il punto a Cagliari sul progetto AMIS. Dopo lo spavento per il ciclone Harry, la Regione accelera per un sistema di allerta specifico per le coste, basato su satelliti e intelligenza artificiale.

Il mare cambia faccia e la Sardegna corre ai ripari affidandosi agli algoritmi. L'innalzamento del livello delle acque e l'aumento dei fenomeni estremi hanno trasformato il rischio costiero in una priorità di sicurezza nazionale. Questa mattina, al Molo Ichnusa di Cagliari, la Protezione Civile ha svelato l'arsenale tecnologico del progetto transfrontaliero AMIS, un'iniziativa italo-francese per blindare i litorali.

L'eredità del ciclone Harry e i nuovi codici di allerta A dettare l'urgenza è stata la cronaca recente. Il passaggio del ciclone "Harry" (che lo scorso gennaio ha spazzato l'Isola causando allagamenti, frane ed esondazioni tra il Flumendosa e il Cedrino) ha rappresentato uno stress test per l'intera macchina dei soccorsi. Pur non avendo causato vittime, ha evidenziato come l'interazione tra fiumi in piena e mareggiate sia diventata la minaccia numero uno.

Per questo, il Centro Funzionale Decentrato (CFD) della Regione ha annunciato una rivoluzione comunicativa: la creazione di un sistema di allerta dedicato esclusivamente alle mareggiate. Come funzionerà la nuova allerta mareggiate? Esattamente come avviene oggi per le piogge e il rischio idrogeologico. Verranno utilizzati i codici colore (Giallo, Arancione, Rosso). In questo modo, i sindaci dei Comuni costieri sapranno con immediatezza il livello di gravità del mare in arrivo, potendo chiudere strade litoranee o evacuare i piani terra prima che l'onda colpisca.

Prevedere l'impatto: la mappa e il Gemello Digitale La spina dorsale del progetto AMIS non è fatta di cemento, ma di dati. I ricercatori del Consorzio LaMMA hanno presentato i due strumenti operativi che guideranno le decisioni dei sindaci: l'Atlante del rischio costiero e, soprattutto, la piattaforma Digital Twin. Che cos'è un "Gemello Digitale" (Digital Twin)? Immaginate un videogioco estremamente realistico che riproduce l'esatta conformazione di una spiaggia o di un porto sardo. I computer incamerano i dati in tempo reale dai satelliti europei (il programma Copernicus) e simulano al pc cosa succederebbe a quella specifica porzione di costa se arrivasse un'onda anomala di tre metri. Questo permette alla Protezione Civile di sapere in anticipo quali case si allagheranno, prima ancora che la tempesta si formi.

Droni in aria, robot in acqua A nutrire questi computer di dati precisissimi ci pensano i mezzi a pilotaggio remoto. I ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) hanno illustrato le operazioni di mappatura dei rischi geomorfologici condotte con i droni aerei. Contemporaneamente, sofisticati robot sottomarini vengono impiegati per scandagliare i fondali, verificando l'erosione invisibile che indebolisce le difese naturali della costa.

La regia della Protezione Civile A tirare le fila del progetto è il Direttore generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, Mauro Merella, che ha aperto i lavori portando anche i saluti dell'Assessora all'Ambiente Rosanna Laconi. La sua dichiarazione inquadra la strategia regionale: «AMIS rafforza le sinergie internazionali, in particolare quelle già consolidate con la Francia, e contribuisce alla crescita del Sistema regionale di protezione civile, sempre più orientato a un approccio territoriale e a una pianificazione multirischio e multilivello».

La sfida, d'ora in poi, sarà far dialogare la super-tecnologia dei satelliti con la quotidianità dei cittadini. Per questo, il progetto prevede anche l'uso di "giochi seri" da tavolo: simulazioni pratiche per insegnare alle comunità locali come comportarsi quando il mare decide di riprendersi la terra.

 

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