Motoseghe a marzo: Mulas frena sui tagli degli alberi ad Alghero. "Prima puliamo le pinete e piantiamo nelle aiuole vuote"

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Il presidente della Commissione Ambiente interviene sugli abbattimenti in via Cagliari e piazzetta Pasqual Gall. Sotto accusa le tempistiche dei lavori e la mancanza di una programmazione. "Il verde non è un accessorio, serve per combattere il caldo urbano".

Il rumore delle motoseghe nel centro di Alghero solleva una questione politica e ambientale. Le recenti operazioni di abbattimento e potatura radicale di alcune piante cittadine hanno spinto il presidente della Commissione consiliare Ambiente, Christian Mulas, a chiedere pubblicamente un cambio di rotta agli assessorati competenti.

L'obiettivo non è un attacco frontale, ma la richiesta di fermare gli interventi frammentari per passare a una gestione strutturata del patrimonio arboreo.

Le zone colpite e il nodo delle priorità Il caso si è aperto dopo gli interventi eseguiti in diverse zone della città. Sotto le lame degli operai sono finiti gli oleandri arborei di via Cagliari, gli olmi di piazzetta Pasqual Gall e gli arbusti ornamentali che decorano lo spartitraffico di via Giovanni XXIII.

Secondo Mulas, al netto di eventuali esemplari pericolanti, il problema è la scala delle priorità dell'amministrazione. Il presidente espone il paradosso in maniera diretta: «A fronte di centinaia di aiuole prive di alberature diffuse in tutta la città, di aree che necessitano riqualificazione e di spartitraffico spesso trascurati, appare difficile comprendere come la priorità possa essere rappresentata dal taglio di piante già esistenti».

Il tempismo sbagliato C'è poi una questione strettamente agronomica. Le operazioni sono scattate nel mese di marzo. «Si tratta infatti di una fase generalmente sconsigliata per operazioni impattanti come abbattimenti e potature drastiche», fa notare Mulas. Marzo coincide con il risveglio vegetativo delle piante e con il periodo di nidificazione dell'avifauna urbana: tagliare ora significa massimizzare lo stress per il verde e per gli animali che lo abitano.

Il fattore climatico e le regole mancanti La Commissione Ambiente sottolinea come gli alberi, in una città turistica come Alghero, non siano un semplice orpello estetico, ma una barriera sanitaria e infrastrutturale necessaria. Mulas cita il fenomeno dell'"isola di calore urbano". Di cosa si tratta? Le città, coperte di asfalto e cemento, assorbono i raggi del sole e trattengono il calore, registrando temperature estive di diversi gradi superiori rispetto alle campagne vicine. Le chiome degli alberi sono l'unico "condizionatore naturale" a disposizione dei Comuni: fanno ombra sull'asfalto e rilasciano vapore acqueo, abbassando concretamente la temperatura delle strade. Tagliare alberi adulti significa aumentare direttamente l'impatto delle ondate di calore sui cittadini.

Per gestire questa risorsa vitale, Mulas chiede l'attivazione immediata di un Piano del Verde. Non interventi decisi giorno per giorno, ma uno strumento urbanistico vero e proprio, partecipato dai cittadini, che metta nero su bianco dove piantare, cosa piantare e come curare le piante nei decenni a venire.

Dalle motoseghe alle micro-discariche La proposta finale della Commissione è un ribaltamento dell'azione amministrativa: non spendere risorse pubbliche per eliminare il verde, ma usarle per valorizzare quello abbandonato.

Il dito è puntato sul decoro: «Molte aiuole cittadine versano oggi in stato di abbandono e sono diventate micro discariche; lo stesso vale per aree di grande valore come la pineta e la zona di Cuguttu-Maria Pia, dove il problema dei rifiuti è ormai evidente. Intervenire in queste realtà, restituendole alla fruizione di cittadini e turisti, rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione e cura».