Il business dell'Ironman sbarca in Riviera: 3mila atleti ad alto reddito per trasformare Alghero nella nuova Lanzarote

Enrico Daga

L'assessore al Bilancio Enrico Daga traccia la rotta economica dell'evento già sold-out. Dagli Stati Uniti i primi contatti per i training camp internazionali. "Non è solo una gara della domenica, ma un ecosistema milionario".

di Pasqualino Trubia

Le vetrine social globali iniziano a scaldare i motori. Un post su Instagram dell'account ufficiale "Ironman Italy" mostra la cupola policroma di San Michele e lancia Alghero nel circuito mondiale del triathlon estremo. Ma dietro l'impalcatura sportiva c'è un'operazione economica precisa. A tracciare il perimetro finanziario e turistico dell'evento è Enrico Daga, assessore comunale alle Finanze, Bilancio e Programmazione.

Il contatto da New York e lo scetticismo iniziale L'esponente della giunta parte da un contatto diretto avuto nei giorni scorsi con Robert Pennino, atleta e organizzatore newyorkese di ritiri sportivi (training camp), che da oltre un ventennio sposta contingenti di atleti tra gli Stati Uniti e l'Europa. Pennino sta valutando di portare i suoi campi di allenamento internazionali proprio ad Alghero, agganciandoli alla gara.

Nel suo resoconto, Daga riporta fedelmente le parole dell'operatore americano, che fotografano le fisiologiche resistenze territoriali di fronte alle grandi novità: «Quando arriva un Ironman, all’inizio ci sono sempre diffidenze locali. Succede ovunque. Ma la cosa che conta è la visione, e quello che succede dopo».

L'identikit del triatleta: manager con alta capacità di spesa Cos'è esattamente la "visione" di cui parla l'assessore? È la trasformazione di una competizione agonistica in un ecosistema economico stabile. Daga snocciola l'identikit dell'atleta Ironman medio, sviscerando numeri che spiegano perché le città di tutto il mondo competano per ospitare il marchio.

L'età media dei partecipanti è compresa tra i 35 e i 50 anni. Oltre il 60% di loro ha un reddito medio-alto (superiore ai 100mila dollari annui). Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di manager, professionisti e imprenditori. Il triathlon su distanza "Ironman" non è uno sport per tutte le tasche. Richiede attrezzature tecniche costosissime (dalle biciclette aerodinamiche alle mute), iscrizioni onerose e lunghi viaggi internazionali. Quando questi atleti si spostano, non lo fanno per un fine settimana mordi e fuggi. Le statistiche internazionali mostrano permanenze medie di 5/8 giorni, con famiglie e accompagnatori al seguito. Una ricaduta a pioggia che investe hotel, ristoranti e servizi locali per milioni di euro.

Obiettivo destagionalizzazione: il modello iberico La prima edizione algherese parte con numeri blindati: circa 3.000 atleti iscritti, tutto esaurito e una lunga lista d'attesa. Ma per l'assessore alle Finanze, la domenica di gara è solo il punto di partenza.

L'obiettivo a lungo termine dell'Amministrazione è posizionare Alghero come meta fissa nel mercato globale degli sport outdoor e di endurance (resistenza). La strategia punta a generare ritorni annuali e vacanze di allenamento fuori stagione. Il modello di riferimento citato da Daga è chiaro: replicare il percorso di marketing territoriale che ha trasformato località come Girona, Lanzarote o Maiorca in capitali mondiali, vissute dagli atleti 365 giorni all'anno.