Il "golpe" fallito a Nuoro: Coda blinda Sinistra Futura e attacca i "transfughi"

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Il capogruppo in Consiglio comunale respinge il tentativo di destituzione. L'affondo contro i vertici del partito: "Non siamo burattini, basta ingerenze arroganti".

Un ammutinamento politico consumato e respinto tra i banchi del Consiglio comunale. A Nuoro si accende lo scontro interno a Sinistra Futura. Il capogruppo Angelo Coda rompe il silenzio e denuncia un tentativo di "scalata" ai vertici del gruppo consiliare, respingendo al mittente le manovre di destituzione con parole di piombo.

La miccia della polemica è l'accusa di un'operazione condotta dall'alto per ribaltare gli equilibri della rappresentanza cittadina, un'azione che Coda bolla senza mezzi termini come irregolare.

Il comunicato diramato dal capogruppo non usa filtri diplomatici per descrivere le manovre interne alla maggioranza o al suo stesso partito: «Abbiamo respinto con fermezza il goffo tentativo di scalata alla guida del gruppo di Sinistra Futura, condotto facendo leva su transfughi trasformisti e in aperta violazione del Regolamento del Consiglio. Un atto grave».

Oltre alla presunta violazione delle norme consiliari, Coda sposta il tiro sul piano etico ed elettorale, inquadrando l'operazione come una prevaricazione contro i cittadini: «Ma altrettanto grave, e per certi versi ancora più disgustoso, è il tentativo di aggirare e svuotare il verdetto popolare. Io sono il capogruppo e rappresento il gruppo di Sinistra Futura perché questo mandato mi è stato affidato dagli elettori nuoresi. Decidiamo a Nuoro come comportarci, non siamo burattini».

Lo scudo della Costituzione e il vincolo di mandato Per blindare la sua posizione, il capogruppo invoca le basi del diritto pubblico italiano, accusando i mandanti della "scalata" di incoerenza istituzionale.

«Non ci si può riempire la bocca di Costituzione e poi farne carta straccia quando conviene. La nostra Carta è chiarissima: non esiste alcun vincolo di mandato per il consigliere. È un principio di libertà e di autonomia che va rispettato, non piegato a convenienze politiche».

La lente della legge — Che cos'è l'assenza del vincolo di mandato? È un principio cardine della nostra democrazia (sancito dall'articolo 67 della Costituzione per i parlamentari, ma esteso per giurisprudenza e filosofia politica anche agli eletti locali). Significa che una volta eletto, il politico rappresenta l'intera comunità e risponde solo alla propria coscienza, non al partito che lo ha candidato. Nessuna segreteria politica può obbligare legalmente un eletto a dimettersi o a votare in un certo modo, proprio per garantire la sua totale libertà di pensiero e di azione.

La chiosa del documento traccia un confine netto tra il peso delle segreterie politiche e l'indipendenza delle aule consiliari, rivendicando l'autonomia territoriale del capoluogo barbaricino: «Il ruolo dei partiti è fondamentale, ma non può trasformarsi in un’ingerenza arrogante nella vita delle assemblee democraticamente elette. Il voto dei nuoresi si rispetta. Senza se e senza ma».