Alghero affida a Lombardini22 il nuovo Piano Strategico. Daga: "Basta piani decennali, il mondo cambia"

Enrico Daga

Il Comune di Alghero ridisegna il proprio futuro. L'amministrazione ha avviato l'iter per il nuovo Piano Strategico cittadino, affidando lo sviluppo del progetto a Lombardini22, gruppo italiano specializzato in architettura e trasformazioni urbane. La direzione dei lavori è in mano a Marco Marcatili, economista urbano con un passato ai vertici di Nomisma (centro di ricerca sull'economia delle città).

L'assessorato alla Programmazione ha concluso in questi giorni il primo ciclo di consultazioni. Al tavolo si sono seduti i principali attori del territorio: Parco di Porto Conte, Fondazione Alghero, Camera di Commercio di Sassari, Sogeaal, Consorzio del Porto e le sigle dell'accoglienza turistica alberghiera ed extra-alberghiera (Consorzio Turistico Riviera del Corallo, Consorzi Domos e Wellcome).

L'assessore alla Programmazione, Enrico Daga, inquadra così la natura dell'incarico: "Il Piano Strategico della città di Alghero servirà a mettere in relazione ciò che stiamo facendo con ciò che dovremo ancora costruire, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni, università, professionisti e cittadini in un processo aperto e responsabile. Non è di certo una scelta di immagine, ma di metodo, di umiltà".

La novità metodologica rispetto all'amministrazione passata riguarda l'abbandono della cornice temporale a lungo termine. Il classico piano spalmato su dieci anni viene archiviato per lasciare spazio a un modello capace di adattarsi alle repentine crisi internazionali.

"Non abbiamo idea di tralasciare ciò che di buono è stato fatto finora – spiega Daga – ma dobbiamo tenere conto che oggi è raro commisurarsi con piani strategici decennali, come accadeva fino a pochi anni fa. I tempi cambiano velocemente, parliamo di un mondo nuovo. Le guerre, i mutamenti, impongono all’Europa di guardare dentro se stessa dove luoghi come il nostro sono ideali per un nuovo protagonismo, anche alla luce del rientro di cervelli Europei da oltre oceano cacciati dalle università e istituzioni americane".

L'obiettivo dichiarato è intercettare i futuri fondi europei puntando su identità, cultura, vocazione turistica e tutela dell'ambiente. Il Comune si avvarrà del supporto di enti di ricerca, come la Fondazione Bruno Kessler, per applicare nuovi indirizzi come l'innovazione tecnologica e la people strategy (modelli di gestione che mettono al centro le persone e le loro competenze).

"Per essere davvero strategico, un Piano deve essere ambizioso – conclude l'assessore –. Non può limitarsi a ciò che abbiamo già collaudato o compreso, ma deve portarci verso obbiettivi nuovi e inediti. Guardiamo in alto, ma con i piedi piantati per terra, consapevoli di tradurre la nostra visione ambiziosa in obiettivi concreti. Questo è lo spirito che ci distingue, rinnovando il nostro impegno con la città. La programmazione territoriale del prossimo settennato renderà sempre più centrali i comuni che sapranno dare conferma di avere un'idea chiara del proprio modello di sviluppo e della propria strategia".