Oristano, silurata l'assessora dell'Udc. Punita per essersi seduta ad ascoltare Vannacci?

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Carmen Murru (Udc) rimossa dai Servizi Sociali senza spiegazioni ufficiali: "Risultati raggiunti, è una ritorsione". La colpa? Aver regalato una stella della Sartiglia al generale. I sedicenti liberali puniscono il reato di curiosità.

di Pasqualino Trubia

Oristano – In politica, a quanto pare, l'udito è diventato un senso pericoloso. Ascoltare chi non è gradito al conformismo di partito equivale a un reato di lesa maestà, punibile con la decapitazione istituzionale. È la lezione che ha imparato a sue spese Carmen Murru, ormai ex assessora ai Servizi Sociali del Comune di Oristano. Il sindaco Massimiliano Sanna le ha tolto le deleghe. Non per manifesta incapacità, ma per un peccato originale consumato tre settimane fa: essersi seduta in prima fila ad ascoltare il generale Roberto Vannacci.

La purga senza spiegazioni La defenestrazione è arrivata a freddo. Nessun preavviso, nessuna motivazione ufficiale scritta sulla carta intestata del municipio. L'interessata ha affidato la sua rabbia a un comunicato stampa che non lascia spazio alle interpretazioni diplomatiche: «Con profondo rammarico ho appreso, nella giornata di martedì, della decisione del sindaco Massimiliano Sanna di non confermarmi l’incarico di assessore ai Servizi sociali. Una decisione che mi è stata notificata senza alcuna motivazione politica o amministrativa, senza un confronto preventivo, senza una spiegazione che potesse chiarire le ragioni di una scelta tanto improvvisa quanto grave».

La difesa dell'ex assessora si poggia sui numeri e sui fascicoli chiusi. Rivendica di aver lavorato «con dedizione» e di aver «raggiunto e completato gli obiettivi con oltre un anno di anticipo rispetto alle previsioni». Se la macchina amministrativa correva spedita, perché l'autista è stato licenziato in tronco?

Il fantasma del Generale La risposta, secondo Carmen Murru, non sta nei faldoni dell'assessorato, ma nel teatro dell'assurdo andato in scena a metà febbraio. L'eurodeputato Roberto Vannacci era sbarcato a Oristano per presentare il suo nuovo movimento, "Futuro Nazionale". Murru, tesserata e coordinatrice cittadina dell'Udc (Unione di Centro), era andata ad ascoltarlo. E, da cittadina e amante della Sartiglia, gli aveva donato una stella di latta, simbolo della giostra equestre. Un gesto di banale cortesia istituzionale che i vertici del suo partito, autoproclamatisi custodi del "popolarismo moderato", avevano bollato come un tradimento imperdonabile, chiedendone la pubblica dissociazione.

Oggi, a ridosso del licenziamento, l'ex assessora unisce i puntini: «A rendere questa vicenda ancora più amara è il contesto politico in cui si inserisce. Solo poche settimane fa sono stata oggetto di un rimprovero pubblico, a mezzo stampa, da parte del mio stesso partito per aver partecipato a un congresso di un’altra forza politica. [...] Lunedì è arrivata la revoca del mio incarico. Una coincidenza che merita una riflessione seria».

L'appello nel vuoto Ora una sfida lanciata ai vertici provinciali e regionali dell'Udc, il suo stesso partito: «Intende il partito prendere una posizione chiara su quanto accaduto? Oppure sceglierà, per la seconda volta in poche settimane, di schierarsi contro? Non chiedo difese personali, ma chiarezza politica. La dignità delle istituzioni, il rispetto dei ruoli e la correttezza nei rapporti interni meritano risposte nette».

Se la politica fosse una scienza esatta, chi si fregia dell'etichetta di "moderato" e "liberale" dovrebbe difendere il diritto di chiunque ad ascoltare il pensiero altrui, anche il più indigesto. Invece, a Oristano, la moderazione si è trasformata in un tribunale dell'Inquisizione: se ascolti l'eretico, finisci sul rogo. E a rimetterci non è Vannacci, ma la città.