Il tesoro della Sardegna vale 750 milioni di euro. È la cifra che balla nei palazzi della Regione, bloccata in attesa della cosiddetta "manovrina" finanziaria. Da una parte l'opposizione di Forza Italia, che accusa la maggioranza di tenere in ostaggio i fondi a causa dei litigi interni. Dall'altra la Giunta guidata da Alessandra Todde, che per bocca del vicepresidente dem Giuseppe Meloni annuncia la pace armata e promette lo sblocco dei conti entro fine mese.
Il campo di battaglia
Il terreno dello scontro si chiama variazione di bilancio (o assestamento). Nel vocabolario contabile, è l'operazione che permette di spendere le risorse pubbliche rimaste fuori dalla legge finanziaria principale approvata a gennaio. Soldi freschi, essenziali per far respirare ospedali, comuni, agricoltura e imprese.
L'affondo di Forza Italia
I consiglieri regionali forzisti denunciano una paralisi istituzionale, puntando il dito contro le tensioni scoppiate di recente tra la presidente Todde e il Partito Democratico. L'accusa è netta:
«È francamente inaccettabile che tensioni interne alla maggioranza, per equilibri, visibilità o addirittura per primogeniture politiche, possano tradursi in uno stallo su un provvedimento che incide su sanità, enti locali, infrastrutture, agricoltura e sostegno alle imprese».
Per l'opposizione, la politica sta bloccando la vita reale:
«L’assestamento di bilancio non è una bandierina da piantare né uno strumento di pressione nei rapporti tra alleati, ma è un atto fondamentale di governo, che deve garantire continuità amministrativa, copertura finanziaria e risposte tempestive ed ogni giorno di ritardo si traduce in procedure bloccate, interventi rinviati, pagamenti sospesi. E a pagarne il prezzo non sono i partiti, ma cittadini e imprese».
La tregua e i fondi per gli ospedali
La replica del centrosinistra arriva da Giuseppe Meloni, assessore al Bilancio e numero due della Giunta in quota Pd. Ieri gli assessori democratici sono tornati a sedersi in esecutivo: una tregua dettata anche dalla necessità di compattare le truppe per l'imminente campagna referendaria sulla giustizia.
Intercettato a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti, Meloni respinge la narrazione del caos:
«Vorrei tranquillizzare tutti, l'opposizione e tutti i sardi, la normale dialettica politica non condiziona i tempi della variazione bilancio: abbiamo corso sulla finanziaria, abbiamo messo al sicuro i conti della Regione e fatto in modo che venissero sbloccati i capitoli, ora ci stiamo concentrando sulla variazione».
Il piatto forte della manovra sarà la copertura dei buchi negli ospedali sardi. L'assessore traccia il cronoprogramma e spiega a che punto sono i calcoli sugli "accantonamenti" (le somme messe a riserva per coprire spese certe):
«Stiamo facendo delle valutazioni sull'accantonamento per il fondo sanitario che cuba quasi 100 milioni di euro e quel che resta è in fase di programmazione, ci sarà a breve il disegno di legge in giunta, io confido che si possa approvare nel mese di marzo in giunta e poi passi all'attenzione del consiglio regionale. Qualche settimana prima o dopo non cambia la sostanza perché faremo in modo che in primavera verranno immesse queste importanti risorse nel sistema economico alla Sardegna».