Sbloccati 70 milioni per azzerare le liste d'attesa del bando riservato ai redditi bassi.
L'assessore Piu: "La transizione ecologica deve essere un riscatto sociale". Dal 2028 cambiano i requisiti.
di Pasqualino Trubia
Cagliari – Chi ha chiesto i pannelli solari, li avrà. La Giunta regionale sarda ha trovato i soldi per finanziare per intero le richieste rimaste in sospeso nel bando sul fotovoltaico domestico. Sul piatto ci sono quasi 70 milioni di euro (esattamente 69,9) destinati ad azzerare le liste d'attesa delle famiglie.
La matematica del bando
Il meccanismo burocratico si chiama "scorrimento integrale della graduatoria". Tradotto: i fondi basteranno per tutti gli idonei. Inizialmente, la Regione aveva stanziato 20 milioni per il 2025, sufficienti a coprire a malapena 1.290 domande sulle oltre seimila pervenute agli sportelli. Ora l'esecutivo allarga i cordoni della borsa: sblocca 42 milioni di euro sul bilancio 2026 e altri 27,9 milioni su quello del 2027 per pagare gli impianti e le batterie di accumulo a chi era rimasto escluso per mancanza di coperture.
La soglia Isee e la politica
Il bando era riservato ai nuclei familiari con un indicatore Isee (lo strumento che misura la ricchezza complessiva di una famiglia) inferiore a 15mila euro. L'assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, rivendica la misura come uno strumento di lotta alla povertà energetica:
«I numeri straordinari di questo bando confermano che la nostra scelta politica di abbassare la soglia ISEE sotto i 15.000 euro è stata lungimirante. Abbiamo intercettato il bisogno reale di quelle famiglie sarde maggiormente esposte al rischio di povertà energetica. Non si tratta solo di una manovra di profonda equità sociale. Con questo stanziamento massiccio, la Regione dimostra di saper tradurre gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica in azioni concrete che non pesano sulle spalle dei cittadini, ma che, al contrario, li sostengono economicamente».
E aggiunge: «Anticipiamo le sfide del Green Deal europeo partendo da chi ha più bisogno, dimostrando che la transizione ecologica può e deve essere un'opportunità di riscatto sociale e non un costo per le famiglie. Per questo porteremo a termine il procedimento avviato, garantendo la certezza dell'incentivo a tutti i richiedenti che risulteranno in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso pubblico».
Il cronometro dei cantieri
La macchina amministrativa marcerà su un doppio binario contabile. Per chi riceve i fondi imputati al 2026, i lavori dovranno essere conclusi entro e non oltre 10 mesi dalla pubblicazione della graduatoria. Chi invece ricade nei fondi del 2027 dovrà attendere l'atto formale di sblocco delle risorse il prossimo anno; solo da quel momento scatteranno i 10 mesi per installare i pannelli.
Una prudenza necessaria per non esporre le ditte e i cittadini a debiti anticipati. È, secondo Piu, «un'iniezione di liquidità che non solo abbatterà drasticamente le bollette dei cittadini, liberando risorse per i consumi interni, ma garantirà una continuità operativa fondamentale per tutta la filiera delle piccole e medie imprese installatrici sarde».
Le regole del futuro
La delibera traccia anche la rotta per il domani. La legge di bilancio ha già accantonato altri 27,9 milioni di euro per un nuovo bando che vedrà la luce nel 2028. Le regole d'ingaggio cambieranno. La soglia Isee verrà alzata per allargare la platea dei beneficiari e verranno introdotti bonus per le famiglie numerose o con disabili a carico.
Una deroga speciale riguarderà i malati: si potranno finanziare impianti superiori ai 6 kilowatt di potenza nelle case in cui è certificata la necessità di alimentare macchinari elettromedicali salvavita ad alto consumo.
«Chiudiamo la partita del progetto pilota – conclude l’assessore – mantenendo le promesse e poniamo basi ancora più solide e inclusive per il futuro energetico dell'Isola».