Regione, scoppia la pace tra Pd e Todde. Meloni blinda la cassa: "Manovrina pronta a marzo"

Meloni

Gli assessori democratici tornano in Giunta e spengono la crisi in vista del referendum. Il vicepresidente respinge le accuse del centrodestra: "Le discussioni interne non fermano i soldi per la sanità".

di Pasqualino Trubia

Cagliari – Le armi della politica tacciono, almeno per ora. Nel palazzo della Regione Sardegna scoppia la tregua tra il Partito Democratico e la presidente Alessandra Todde. Il collante che tiene unita la maggioranza è la campagna referendaria sulla giustizia, che impone di serrare i ranghi. Il segnale tangibile della tregua è arrivato ieri: i tre assessori in quota dem (Giuseppe Meloni, Rosanna Laconi ed Emanuele Cani) si sono seduti regolarmente al tavolo della Giunta.

Il nodo della manovrina Al centro del tavolo c'è il tema più urgente: i soldi. L'esecutivo deve varare la variazione di bilancio. Si tratta di un aggiustamento dei conti in corsa (spesso definito "manovrina") che permette alla Regione di sbloccare e ridistribuire le risorse rimaste fuori dalla legge finanziaria approvata a gennaio. Nelle ultime settimane, l'opposizione di centrodestra aveva accusato la maggioranza di tenere in ostaggio questi fondi a causa dei litigi interni.

A respingere l'offensiva è Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio, intercettato a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti. Il numero due della Giunta ammette il confronto interno, ma nega la paralisi: «Ci sono delle interlocuzioni, ci sono dei ragionamenti e dei chiarimenti necessari in corso - spiega Meloni - però in questo momento noi ci stiamo occupando di temi è quello che ci interessa di più. A partire dalla variazione di bilancio, ne abbiamo parlato ieri in giunta e credo che ci saranno delle interlocuzioni con i capigruppo con i partiti nei prossimi giorni anche per parlare di bilancio, perché è importante che poi le questioni economiche vengano messe in campo e possano risolvere problemi importanti, quali per esempio quella della sanità».

Cento milioni per gli ospedali Meloni smentisce categoricamente che la dialettica tra i partiti stia rallentando l'erogazione dei fondi per i cittadini. «Vorrei tranquillizzare tutti - dice Meloni - l'opposizione e tutti i sardi, la normale dialettica politica non condiziona i tempi della variazione bilancio: abbiamo corso sulla finanziaria, abbiamo messo al sicuro i conti della Regione e fatto in modo che venissero sbloccati i capitoli, ora ci stiamo concentrando sulla variazione».

Il piatto è ricco. Si tratta di «alcune centinaia di milioni di euro nel triennio, che intendiamo spendere e programmare al meglio». Il grosso della torta andrà a tappare le falle degli ospedali. L'assessore spiega i passaggi tecnici dell'operazione, chiarendo a che punto sono i calcoli sugli "accantonamenti" (ovvero le riserve di denaro messe da parte per coprire spese specifiche): «Stiamo facendo delle valutazioni sull'accantonamento per il fondo sanitario che cuba quasi 100 milioni di euro e quel che resta è in fase di programmazione, ci sarà a breve il disegno di legge in giunta, io confido che si possa approvare nel mese di marzo in giunta e poi passi all'attenzione del consiglio regionale. Qualche settimana prima o dopo non cambia la sostanza perché faremo in modo che in primavera verranno immesse queste importanti risorse nel sistema economico alla Sardegna».