Fratelli d'Italia contrattacca sul 41-bis: "Nessuna invasione di mafiosi, da Todde solo allarmismo"

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Rotelli, Polo e Masala fanno scudo a Delmastro e danno i numeri: a Nuoro arriveranno 67 boss, mentre 125 detenuti sono stati allontanati dall'Isola. "Quell'istituto fu scelto dall'ex ministro Bonafede (M5S). La campagna della governatrice è un boomerang".

di Pasqualino Trubia

Sassari – Il centrodestra passa al contrattacco. Fratelli d'Italia smonta l'allarme sulle carceri sarde e respinge al mittente le accuse della governatrice Alessandra Todde. Ieri a Sassari il sottosegretario Andrea Delmastro ha difeso la riforma della Giustizia. Oggi i parlamentari Mauro Rotelli e Barbara Polo, insieme alla consigliera regionale Francesca Masala, passano all'incasso. Il tema è il 41-bis, il regime di carcere duro per i boss mafiosi.

Il pallottoliere e il precedente Il campo di battaglia è il penitenziario di Nuoro. La Regione teme un'invasione di criminali ad altissima pericolosità. I meloniani ribaltano la narrazione. Ricordano che la firma sul progetto porta la sigla del Movimento 5 Stelle e snocciolano le cifre esatte dei trasferimenti ministeriali per dimostrare che il sistema penitenziario sardo si sta, in realtà, svuotando: «L'istituto di Nuoro - la cui destinazione a 41 Bis fu peraltro decisa dall'allora ministro del M5s Bonafede - non solo non vedrà l'arrivo di centinaia di mafiosi, ma sarà destinato a soli 67 detenuti in regime speciale. Inoltre, 125 detenuti di alta sicurezza sono stati trasferiti fuori dalla Sardegna, con un concreto alleggerimento del sistema penitenziario regionale».

Il bersaglio politico La polemica si sposta dal piano tecnico a quello politico. Gli esponenti di Fratelli d'Italia blindano la linea dettata dal Ministero e bocciano senza appello l'atteggiamento dell'esecutivo regionale di centrosinistra. L'attacco a viale Trento è frontale: «La campagna strumentale lanciata dalla giunta Todde si è rivelata per ciò che era: una costruzione politica priva di ogni fondamento nei numeri e nei fatti. Lo ha spiegato ieri in maniera chiara e inequivocabile il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro».

L'effetto boomerang La chiosa del comunicato congiunto suona come una sentenza politica. Secondo Rotelli, Polo e Masala, l'operazione mediatica della governatrice si è ritorta contro i suoi stessi creatori, minandone l'affidabilità davanti all'opinione pubblica: «Le parole del sottosegretario Delmastro mettono la parola fine ad una campagna di allarmismo ingiustificato, che si è trasformata in un boomerang per la presidente Todde, perché quando i fatti smentiscono la narrazione, a essere compromessa è la credibilità di chi l’ha alimentata».