Regione, il Pd sotterra l'ascia di guerra con la Todde: "Siamo leali, ma ora serve un bilancio"

LA PACE ARMATA DEL CAMPO LARGO

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Dopo lo strappo sulle nomine Asl, la Direzione democratica sceglie la linea della tregua. "Nessuna lite sulle poltrone, disertare la Giunta è stata responsabilità istituzionale". L'analisi di Guerrini: "Finito un avvilente teatrino, per caso non si sono tirati i capelli".

di Pasqualino Trubia

Cagliari – Il Partito Democratico fa un passo indietro per non far cadere il Palazzo. Dopo aver disertato la Giunta regionale lasciando la presidente Alessandra Todde sola a nominare i vertici delle Asl, i dem abbassano i toni. Il documento finale varato dalla Direzione regionale è un ramoscello d'ulivo. Il Pd giura fedeltà al Campo Largo, ma detta le sue condizioni per i prossimi tre anni di legislatura.

La sedia vuota e le poltrone I democratici mettono subito in chiaro un punto: non hanno fatto saltare il tavolo per fame di poltrone. La sedia vuota in Giunta viene inquadrata come una mossa a tutela della legalità, non come un ricatto. «L’assenza dalla Giunta degli assessori PD sulle nomine in sanità non rappresentano uno strappo politico ma una scelta coerente di responsabilità istituzionale, fondata sul rispetto delle pronunce giurisdizionali, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla necessità di garantire stabilità amministrativa. Il Partito Democratico respinge con fermezza ogni ricostruzione che attribuisca alle proprie scelte logiche di spartizione o rivendicazioni di ruolo: non sono mai stati posti temi di appartenenza ad un partito, ma esclusivamente questioni di metodo, competenza e correttezza giuridica».

Il cambio di passo La pace, però, ha un prezzo. Il Pd chiede alla Governatrice di cambiare metodo di lavoro. Finito il tempo delle decisioni in solitaria, serve collegialità. «La Direzione sottolinea che la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche. In questo contesto dunque, dopo due anni di legislatura, occorre promuovere un fase nuova, un bilancio di metà mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti come su quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni».

Il calendario elettorale Il mirino è puntato sulle elezioni comunali (Tempio, Porto Torres, Quartu, e poi nel 2027 Carbonia, Oristano, Olbia) e sulla campagna per il "No" al referendum nazionale. La conclusione del documento blinda l'alleanza con i Cinque Stelle: «La lealtà del PD al progetto progressista è piena e convinta, senza dubbi o scorciatoie che non sono condivisibili, e ha la sua priorità nel primario interesse nella tutela dell’interesse delle cittadine e dei cittadini sardi e della qualità delle istituzioni».

L'osservatorio di Guerrini A fotografare la mossa dei dem ci pensa il giornalista Mario Guerrini. Nel suo consueto "Osservatorio" sui social, analizza ruvidamente i rapporti di forza all'interno della maggioranza: «Le buone maniere del Pd Sardegna. Dopo due anni di tempestosa convivenza con Alessandra Todde. Solo per un caso non sono arrivati a tirarsi per i capelli. La svolta corretta arriva con il "documento finale", dopo la Direzione regionale Pd di Oristano. È un messaggio di pace. Che vuole aprire un nuovo corso nel Campo Largo per i prossimi tre anni di legislatura».

Guerrini applaude la ritrovata unità, ma non fa sconti sulle assenze tattiche usate dai partiti per logorarsi a vicenda: «Il Campo Largo non è poltrone e potere. È un progetto politico democratico. A favore della Sardegna e delle sue popolazioni. Le sceneggiate del non partecipare alle riunioni di Giunta, gli intrighi e gli interessi personali portano solo a finire contro un muro. Anche perché, come ho scritto chiaramente, sono solo espressioni di un avvilente teatrino».