Alghero, nasce il fronte del "Sì" alla separazione delle carriere: "Basta con lo strapotere delle correnti"

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La battaglia sulla giustizia sbarca in Riviera del Corallo. Nasce ad Alghero la costola locale del "Comitato Nazionale Cittadini per il Sì" alla riforma costituzionale. Un blocco eterogeneo che parte con 33 aderenti: avvocati, commercialisti, liberi professionisti, ma anche operai, impiegati e appartenenti alle forze dell'ordine. L'obiettivo è blindare la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

I promotori del comitato A tracciare la rotta dell'iniziativa sul territorio ci sono tre professionisti del foro cittadino. I costituenti e promotori del comitato sono gli avvocati Fabio Bruno (Console onorario di Spagna), Danilo Mattana e Luciano Sechi. L'intento dichiarato dal gruppo è scendere in campo per fare campagna tra i cittadini, muovendosi «andando oltre gli slogan e le contrapposizioni ideologiche».

La fine della commistione Il cuore della tesi è storico e tecnico. I 33 aderenti difendono l'attuazione del codice di procedura penale del 1989. Un modello accusatorio rimasto zoppo, sostengono i promotori, a causa della cronica vicinanza tra chi indaga (il pm) e chi emette la sentenza (il giudice).

Due Csm e concorsi separati La ricetta appoggiata dal comitato taglia i ponti tra le due funzioni. La riforma prevede due Consigli Superiori della Magistratura distinti e percorsi formativi separati fin dal concorso d'ingresso. Una cesura netta, pensata per garantire imparzialità ed evitare «sovrapposizioni che nel tempo hanno generato ambiguità e tensioni».

Il sorteggio e l'Alta Corte L'altro pilastro della revisione punta dritto al cuore del potere interno alle toghe. Il testo introduce il meccanismo del sorteggio per scegliere una parte rilevante dei membri dei due Csm. La finalità messa in cima alla lista dal comitato è chiara: «ridurre il peso delle correnti e restituire centralità alla funzione istituzionale», superando le dinamiche politiche che hanno ammaccato l'immagine della magistratura. A giudicare gli errori delle toghe non saranno più i colleghi, ma un'Alta Corte disciplinare creata su misura per spazzare via le logiche di fazione interne.

Il debutto pubblico Il gruppo farà la sua comparsa ufficiale davanti alla stampa nei prossimi giorni. La missione è già tracciata: nessuna divisione, ma un confronto informato per allineare l'ordinamento italiano a quello dei Paesi democratici liberali, dove chi accusa e chi giudica veste divise diverse da sempre.