Delmastro in visita ad Alghero, Di Nolfo: "Giù le mani dal nostro modello virtuoso"

IL CASO DELLE CARCERI

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Il sottosegretario alla Giustizia atteso lunedì nella Riviera del Corallo. Il consigliere regionale teme l'arrivo dei detenuti in esubero per far posto ai boss del 41-bis: "La Sardegna non è la discarica del governo".

di Pasqualino Trubia

Alghero – Andrea Delmastro sbarca ad Alghero. Il sottosegretario alla Giustizia visiterà lunedì il carcere di via Vittorio Emanuele. L'arrivo dell'esponente del Governo accende subito lo scontro politico. Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo (gruppo Uniti) va all'attacco. Collega la visita alla bufera sul trasferimento dei boss al 41-bis negli istituti sardi e lancia l'allarme per la tenuta della struttura algherese.

Il monito al Governo Il messaggio recapitato a Roma è netto. Il consigliere traccia la linea di difesa: «Giù le mani da Alghero e dal suo carcere: la politica scellerata del Governo Meloni e del Ministro Nordio stiano lontani da un esempio virtuoso come il nostro».

L'esponente politico rincara la dose, inquadrando la tempistica della visita nel pieno della protesta isolana contro le nuove servitù penitenziarie: «In un momento così delicato sotto il profilo del sistema penitenziario, con la mobilitazione della Sardegna intera contro il trasferimento in massa dei detenuti in regime di 41bis nelle tre carceri sarde di Uta, Nuoro e Sassari, e le numerose denunce per timore delle conseguenti infiltrazioni all’interno del territorio di movimenti di matrice mafiosa, ritengo sia vergognoso che proprio adesso il Sottosegretario, che ha negato più volte confronti e presenza, si presenti in Sardegna e per giunta ad Alghero, sede di una Casa Circondariale che per anni è stata un modello».

Il rischio dell'effetto domino Il timore del consigliere regionale è pratico. Se le carceri maggiori si riempiono di mafiosi al 41-bis, i detenuti comuni in esubero potrebbero essere scaricati ad Alghero. Un effetto a catena che, secondo Di Nolfo, distruggerebbe un sistema basato storicamente sul reinserimento sociale e sul lavoro all'aperto. Un equilibrio già fiaccato dai recenti trasferimenti di ottobre (voluti proprio dal Ministero) e dalla cronica mancanza di agenti.

«Come mai solo ora Delmastro si presenta in Sardegna e, guarda caso, ad Alghero? Forse per capire come distruggere un modello virtuoso come quello della Casa di reclusione di via Vittorio Emanuele? Come ho denunciato più volte il modello carcerario algherese è stato a lungo riconosciuto in tutta Italia: una formula di carcere “aperto”, il barrio, votato alla riabilitazione dell’individuo nel fine pena per prepararlo al reinserimento nella società civile attraverso lo studio, il lavoro e l’integrazione. Da ormai diverso tempo i programmi strutturati del carcere hanno risentito del sovraffollamento: una condizione nuova che si scontra con la carenza di organico e le problematiche riconosciute in tutta Italia».

"Non siamo una discarica" L'avvertimento finale chiama in causa direttamente le deleghe del sottosegretario, respingendo l'ipotesi di trasformare la città in una valvola di sfogo per le carceri di mezza Italia: «Il Sottosegretario Delmastro, che ha la delega al 41bis e al corpo di polizia penitenziaria, pensi seriamente a come risolvere il nodo della precarietà delle carceri italiane e dei detenuti in regime di massima sicurezza senza colonizzare ancora una volta la nostra Isola: non solo la Sardegna non è una colonia penitenziaria, non è neanche la discarica del Governo Meloni. Non ci sono le condizioni per pensare di sbarazzarsi dei detenuti in esubero dalle carceri interessate dai trasferimenti di massa dei 41bis spostandoli ad Alghero, in un perverso quanto pericoloso effetto domino delle politiche di questo Governo incapace di trovare una reale soluzione e incurante delle conseguenze di queste scelte scellerate a discapito delle comunità».