Gli assessori dem disertano l'esecutivo per la seconda volta. Il detonatore è la sanità.
Mura denuncia il vuoto politico alla vigilia dell'udienza sulla decadenza: "La presidente pensa solo alla narrazione, serve un governo vero".
di Pasqualino Trubia
Cagliari – La maggioranza scricchiola. Gli assessori del Partito Democratico disertano la riunione della Giunta regionale. È la seconda volta. Il blocco offre il fianco all'opposizione. Fratelli d'Italia va all'attacco e accusa la presidente Alessandra Todde di guidare una coalizione tenuta insieme solo dai numeri e paralizzata dalle lotte interne.
Lo strappo dei dem
Il detonatore della crisi è la gestione della sanità, ma il malessere è politico. Il consigliere regionale di FdI, Francesco Mura, inquadra l'assenza del Pd nell'esecutivo come un segnale di rottura definitiva:
«Non un episodio isolato, non un semplice dissenso tecnico, ma un atto politico grave che certifica una frattura interna ormai evidente e insanabile».
Il dito è puntato direttamente contro la presidenza della Regione, accusata di «mancanza di visione, assenza di leadership, incapacità di tenere insieme una coalizione nata più per somma aritmetica che per progetto politico».
L'udienza e la comunicazione
La tempistica agita le acque del palazzo. Il Partito Democratico ha convocato d'urgenza la propria direzione per fare il punto sulla situazione politica. Una riunione fissata a poche ore da uno snodo cruciale per la legislatura: l'udienza in tribunale sulla possibile decadenza della stessa presidente Todde.
Davanti a questo scenario, Mura attacca la gestione mediatica della crisi da parte della Giunta:
«La domanda che i sardi si pongono è semplice: con quale nuovo stratagemma comunicativo si tenterà questa volta di coprire l’ennesima figuraccia? Si darà la colpa all’opposizione? Al governo nazionale? Alla burocrazia? A presunti complotti? O si farà finta che nulla stia accadendo?».
L'appello alla responsabilità
L'esponente del centrodestra chiede a Todde di prendere atto dei numeri e di smettere di galleggiare, ricordando che i settori chiave dell'Isola attendono risposte urgenti:
«La verità è che la Sardegna non può permettersi una maggioranza paralizzata dalle lotte interne mentre imprese, famiglie e territori attendono risposte su sanità, trasporti, industria ed energia. Chi governa ha il dovere della responsabilità. Se non esiste più una maggioranza politica coesa, lo si dica con chiarezza ai sardi. Continuare a galleggiare tra rinvii, assenze strategiche e comunicati autoassolutori non è rispetto istituzionale: è accanimento politico. La Sardegna ha bisogno di governo, non di narrazione».