Frane e asfalto sbriciolato in Planargia. Asse politico tra Bosa e Oristano per salvare le strade

Bosa

Bosa – Il maltempo ha lasciato il segno. Le strade della Planargia cadono a pezzi. La politica locale cerca una sponda a Oristano per correre ai ripari. Simona Cadoni, capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio comunale di Bosa, prende carta e penna. Scrive al presidente della Provincia e al sindaco. La richiesta è una sola: portare i tecnici sull'asfalto sbrecciato per un'ispezione congiunta.

I danni del ciclone L'inverno ha presentato il conto. Le piogge hanno gonfiato il fiume Temo e mangiato la costa a Turas. Le arterie provinciali SP 292 e SP 35 sono un percorso a ostacoli tra banchine cedute, asfalto dissestato e versanti instabili.

La consigliera Cadoni traccia il bilancio dei danni: «Dalla fine di dicembre – dichiara Cadoni – il nostro territorio è stato interessato da ripetute allerte per rischio idrogeologico e idraulico. Il picco si è registrato nel gennaio scorso con il cosiddetto ciclone “Harry”, che ha provocato frane, smottamenti, mareggiate e restrizioni della carreggiata in diversi tratti stradali. Anche nel mese di febbraio si stanno verificando ulteriori episodi di maltempo, con effetti evidenti lungo le coste occidentali e nel territorio di Bosa».

La carta politica Per sbloccare la burocrazia, l'esponente meloniana gioca la carta dell'affinità di partito con i vertici provinciali. L'obiettivo è stilare un calendario dei lavori in base ai soldi rimasti in cassa. «Pur riconoscendo l’impegno della struttura Provinciale – prosegue Cadoni – ho proposto a sindaco di Bosa di potermi adoperare, stante i forti legami di affinità politica e valoriale che mi legano all’attuale Presedente della Provincia, per sollecitare un momento di verifica diretta sul campo. Con questo spirito ho proposto un sopralluogo congiunto, così da constatare lo stato dei luoghi e concordare, compatibilmente con le risorse disponibili, un calendario di priorità tra i diversi interventi necessari».

L'appello alla collaborazione Il documento ufficiale si chiude con una chiamata alla responsabilità collettiva. Cantieri e sicurezza stradale devono viaggiare su un binario separato rispetto alle risse di palazzo. «La sicurezza della viabilità – conclude Cadoni – non può essere oggetto di sterili contrapposizioni politiche. Serve un’azione coordinata e tempestiva per ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e programmare interventi strutturali nei tratti maggiormente compromessi. Serve dialogo, impegno e collaborazione da parte di tutti coloro che, a vario titolo, rivestono un incarico istituzionale per delega popolare. Il sopralluogo congiunto può rappresentare il primo passo concreto in questa direzione».