Dopo il ciclone, si apre la cassa. Dieci milioni subito per chi ha subito danni (e senza burocrazia)

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Il Consiglio approva all’unanimità l’emendamento di Meloni (FdI): primi fondi per privati e aziende colpiti dalla tempesta "Harry". La novità: soldi spendibili immediatamente tramite la Protezione Civile, saltando le lungaggini degli uffici

CAGLIARI – Quando la natura presenta il conto, la politica ha il dovere di pagare, e possibilmente in fretta. Dopo il passaggio del ciclone "Harry", che tra il 19 e il 21 gennaio ha flagellato la Sardegna mettendo in ginocchio aziende e famiglie, dal Consiglio Regionale arriva un segnale di rara lucidità: i soldi ci sono.

Nella notte della Finanziaria, tra una polemica e l'altra, è passato un emendamento che stanzia 10 milioni di euro per i primi ristori. La proposta porta la firma di Corrado Meloni, consigliere di Fratelli d'Italia, ma il voto è stato unanime. Di fronte all'acqua in casa e ai capannoni scoperchiati, destra e sinistra hanno deposto le armi.

Un acconto immediato Sia chiaro: dieci milioni non riparano tutto, ma servono a ripartire. Meloni non nasconde la soddisfazione: «Un emendamento approvato all’unanimità darà ristoro a coloro che hanno subito ingenti danni al passaggio del ciclone Harry». La vera notizia, però, non è solo la cifra, ma il metodo. Chi conosce i meandri della pubblica amministrazione sa che spesso i fondi arrivano quando il malato è già morto. Stavolta si è scelta una via diversa, più snella. Le risorse saranno «immediatamente spendibili attraverso le ordinanze di protezione civile adottate nell’ambito dello Stato di Emergenza». Niente carte bollate che viaggiano per mesi da un ufficio all'altro, dunque. Si superano quelle che Meloni definisce «le lungaggini burocratiche che nel passato hanno bloccato aiuti dovuti».

A chi vanno i soldi I beneficiari sono sia i soggetti pubblici (i Comuni che devono rifare strade e piazze) sia, soprattutto, i privati. Imprese e lavoratori che hanno visto il frutto della loro fatica spazzato via dal vento. Si tratta, spiega il consigliere, di un «primo aiuto concreto arrivato a fine serata di una lunga giornata infuocata».

La promessa L'accordo prevede che questa sia solo la prima tranche. Una volta che i periti avranno calcolato il danno totale, in sede di variazione di bilancio si dovranno trovare le altre risorse. Ma l'importante era dare il via. «Con la mia proposta approvata all’unanimità da tutti i consiglieri regionali – conclude Meloni – si sono messe da parte le naturali divisioni politiche ed è stata data una risposta concreta alle tante richieste di aiuto arrivate dal popolo sardo». Ogni tanto, il Palazzo riesce a sintonizzarsi con la realtà.