Psd’Az, la "rivoluzione gentile" di Sassari. La Sezione Futuro e Indipendenza: «Chi oggi urla al complotto ha gestito il potere per trent'anni. Noi abbiamo scelto il ricambio»

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La sezione più numerosa della provincia rompe il silenzio sulle tensioni interne: «Mentre altri litigano per le poltrone, qui Acciaro ha fatto un passo di lato per lanciare i nuovi. Il direttivo è nuovo, il metodo è nuovo: indietro non si torna»

?SASSARI,  30 gennaio 2026 – Mentre nel Partito Sardo d’Azione si alzano i toni della polemica, alimentati da chi fatica ad accettare il corso degli eventi, la Sezione di Sassari "Futuro e Indipendenza" – la più grande e rappresentativa per numero di iscritti nel territorio – interviene per ristabilire la verità dei fatti. E lo fa rivendicando un modello di rinnovamento che non è uno slogan elettorale, ma una realtà già operativa da un anno.

«Leggiamo di correnti, di vecchie logiche e di rivendicazioni che sanno di naftalina. La realtà che viviamo noi è ben diversa. Qui il ringiovanimento non è stato imposto, ma scelto e costruito. Un anno fa, il nostro riferimento storico, Giancarlo Acciaro, ha compiuto quel gesto che in politica è merce rarissima: ha fatto un passo di lato. Non per abbandonare la nave, ma per lasciare il timone a chi ha l’energia e l’entusiasmo per tracciare nuove rotte».

Il risultato di questa scelta è sotto gli occhi di tutti: il direttivo della sezione è composto oggi da giovani sardisti, ragazzi come Lello Masia, Tore Piana,  Patrizia Simula, Giampiero Manai, Dessi Fabio e tanti altri che hanno in tasca la tessera da uno o due anni. Non veterani delle correnti, ma energie nuove per il partito.

«Questo vento di novità – prosegue la nota – non è rimasto chiuso nella nostra sezione. Ha contaminato positivamente l’intero Congresso Territoriale. I numeri sono testardi: nella lista che ha vinto la competizione provinciale, su 14 eletti, ben 8 o 9 sono volti completamente nuovi. È la dimostrazione che la base vuole cambiare, e lo sta facendo».

La Sezione "Futuro e Indipendenza" respinge quindi al mittente le accuse mosse in questi giorni dalla minoranza interna: «Oggi sentiamo contestare le regole proprio da chi quelle regole le ha scritte. Sentiamo parlare di democrazia negata da chi ha gestito il potere e i privilegi del Partito per trent'anni senza mai farsi troppe domande. È un paradosso inaccettabile».

«Ora basta», conclude la nota da Sassari. «C’è bisogno di aria pulita. Il nostro non è un club esclusivo, non vogliamo cacciare nessuno e le porte sono aperte a tutti i sardisti di buona volontà. Ma sia chiaro un concetto: il tempo dei "soliti noti" è finito. Noi abbiamo iniziato a costruire il futuro un anno fa, e non permetteremo a nessuno di riportare le lancette dell'orologio indietro di trent'anni».