L'assessore al Bilancio risponde alle critiche con la foto degli operai al lavoro: "Stiamo sistemando il campo di Santa Maria La Palma con i soldi delle tasse. Governare costa consenso, ma serve equità".
ALGHERO – La risposta non arriva tramite comunicati ufficiali o delibere, ma con una foto di operai su una scala e un post sui social che ha il sapore della lezione di educazione civica. Enrico Daga, assessore al Bilancio e alle Finanze, replica indirettamente – ma in modo inequivocabile – alle accuse del centrodestra sulla riscossione aggressiva dei tributi. E lo fa ribaltando la narrazione: non è "vessazione", è sopravvivenza della città.
L'esempio del campo sportivo.
Daga parte da un caso concreto: il campo di calcio di Santa Maria La Palma. Una struttura "gloriosa" ma degradata, senza omologazione FIGC, simbolo di quella precarietà sportiva che affligge Alghero.
Lì, in quella foto, gli operai della società in house stanno sostituendo i lampioni. «Rifaremo anche il manto sintetico per il quale siamo in dirittura d'arrivo con il progetto esecutivo e l'affidamento dei lavori. Le risorse, 650 mila euro, sono già stanziate», annuncia l'assessore.
Il punto politico arriva subito dopo: «Tutto con risorse degli Algheresi, che derivano in buona parte da tributi e tasse locali».
La metafora del condominio.
Se l'opposizione chiede di fermare le cartelle, l'assessore ricorda a cosa servono quei soldi.
«La città è come un condominio enorme», scrive Daga. E stila la lista della spesa: luce, strade, rifiuti, marciapiedi, cimitero, scuole, assistenza ai disabili, polizia locale. «C’è chi paga regolarmente per tenere in piedi tutto questo. E c’è chi non paga, ma usa tutto».
La stoccata ai critici è frontale: «E magari fai i post contro l'amministrazione quando centra una buca nell'asfalto che, probabilmente, per carenza di fondi, non abbiamo potuto riparare a tempo di record».
Equità contro consenso.
Daga assicura che per chi è in «difficoltà oggettive» gli strumenti di aiuto ci sono, perché la comunità deve basarsi su principi mutualistici. Ma traccia una linea netta tra chi non può pagare e chi si nasconde.
L'attacco finale è rivolto a chi, dai banchi dell'opposizione, difende gli evasori sperando in un «ritorno elettorale».
«Difendere chi non paga non è giustizia sociale. È far pagare sempre gli stessi», sentenzia l'assessore. E chiude con una dichiarazione di intenti che suona come una chiusura alla pace fiscale indiscriminata: «Governare non è promettere scorciatoie a chi si è nascosto. Governare è tenere accesa la città, anche quando costa consenso».