Il consigliere dei Verdi replica al vetriolo: "Lacrime di dolore per i 20 milioni arrivati in città". Sulla maggioranza: "Noi discutiamo perché democratici, voi abituati ai camerati". Sul treno: "La commissione ha lavorato, ma Cocco era assente".
ALGHERO – Se Fratelli d'Italia sperava di chiudere la partita bollando i "Verdi" come gruppo fantasma, ha fatto male i calcoli. Giampietro Moro non solo risponde, ma alza il tiro, trasformando la polemica sui regolamenti in uno scontro politico totale. Per il consigliere comunale, la raffica di note stampa dell'opposizione non è segno di vitalità, ma di nervosismo clinico.
L'incipit della nota di Moro è una diagnosi impietosa: «In queste ore leggiamo con grande attenzione i comunicati che Fratelli di Italia sta mandando in maniera compulsiva - ossessiva e confusa su tutti i canali».
Per l'esponente di maggioranza, dietro questa frenesia scrittoria c'è un motivo preciso, che ha un nome e un cognome: l'assessore regionale ai Lavori Pubblici. «Questo è per noi un gran bel segnale che certamente ci fa capire la grande difficoltà con la quale il Partito meloniano reagisce ai grandi risultati che l’assessore regionale ai LLPP Antonio Piu sta portando a casa per rilanciare le opere pubbliche della città di Alghero».
La politica dei "camerati" e i 20 milioni. Moro mette sul piatto la concretezza dei fondi contro la vacuità delle parole. «Venti milioni di euro in poco meno di due anni sono certamente la più grande e consistente risposta che è possibile dare al di là delle polemiche spicciole alle quali Cocco ed i suoi camerati ci hanno abituato». L'uso del termine "camerati" marca la distanza antropologica tra i due schieramenti.
E sulle presunte liti interne alla coalizione di Cacciotto, Moro rovescia la prospettiva: ciò che FdI chiama caos, per i Verdi è dialettica. «Parlano di divisioni interne alla maggioranza, in quanto, con molta probabilità, non sono in grado di accettare che la democrazia rappresenti un valore universale sul quale poter costruire una coalizione di governo».
La linea è chiara: «Continueremo pertanto a discutere al nostro interno, perché riteniamo che le nostre differenze e sensibilità possano rappresentare anche la nostra forza».
Il treno e l'assenteista. C'è spazio anche per la questione tecnica del treno a idrogeno. Qui l'attacco al leader locale di FdI si fa personale. Moro difende l'operato della Commissione Speciale, della quale era presidente, che «ha lavorato nell’interesse generale trascurando le casacche di partito e politiche, proprio perché la missione della commissione era quella di studio e non quella decisoria».
Poi, la stoccata finale all'avversario: «Ma probabilmente Cocco queste cose non le sa perché ha deciso di NON far parte della commissione e di lasciarsi rappresentare dai suoi colleghi di minoranza». Tradotto: chi non c'era, non ha titolo per parlare.
Il sunto è: rassegnarsi. Moro interpreta gli attacchi di FdI come «parole scomposte» che nascondono «lacrime di dolore per i risultati conseguiti dagli altri». La tregua, ad Alghero, non è prevista infatti ci si attenda in giornata l'ennesimo comunicato, l'ennesima puntata della serie TV targata Alghero. La serie, in onore di un consigliere comunale che diede una leggera scossa alla maggioranza qualche tempo fa, è intitolata "Pianeta Alghero". Se ne attende già il seguito "il ritorno al pianeta Alghero". Aspettiamo fiduciosi. In fondo: chi di comunicato ferisce di comunicato perisce.