A due mesi dall'insediamento, il Centro Studi Agricoli boccia la nuova gestione regionale: "Nessuna visione, filiere del latte allo sbando e bandi fatti per escludere". La stoccata: "Noi siamo liberi perché non prendiamo soldi pubblici".
CAGLIARI – Non c'è tregua per chi siede sulla poltrona più scomoda della Giunta regionale. A soli due mesi dall'insediamento, l'Assessore all'Agricoltura Agus si ritrova già sul banco degli imputati. A puntare il dito non è la politica di palazzo, ma chi sta nei campi: il Centro Studi Agricoli (CSA), che rompe gli indugi e traccia un bilancio impietoso di questo avvio di legislatura.
L'accusa è netta: l'agricoltura sarda si sente «tradita». Secondo l'analisi del CSA, il comparto «continua a vivere una fase di totale incertezza, senza risposte concrete e senza una visione strategica chiara».
Non si tratta di impazienza, ma di sopravvivenza. Le vertenze aperte sono numerose e, drammaticamente, «tutte ancora irrisolte». Mentre negli uffici si discute, «le aziende agricole e gli allevatori continuano a pagare il prezzo dell’inerzia politica e amministrativa».
La mannaia della Finanziaria
A preoccupare il mondo delle campagne è soprattutto il portafoglio. La Finanziaria regionale 2026, invece di portare ossigeno, si profila come «un ulteriore colpo al settore». Il CSA denuncia «tagli alle risorse per l’agricoltura, assenza di una strategia di medio-lungo periodo e una gestione che procede a vista».
Il risultato? Le filiere del latte (vaccino, ovino e caprino) restano «allo sbando del mercato, senza strumenti di tutela, senza accordi di filiera efficaci».
Burocrazia nemica e silenzio sul Mercosur
Come se non bastassero i problemi di mercato, ci si mette la macchina amministrativa. «Gli aiuti PAC continuano ad arrivare in ritardo», lamenta il CSA, sottolineando un paradosso tipicamente italiano: gli indennizzi sono regolati da bandi che «sembrano fatti più per escludere che per sostenere le aziende agricole».
Intanto, sullo sfondo, si addensano le nubi della concorrenza internazionale sleale. L'accordo Mercosur è alle porte, ma dalla Regione «regna il silenzio: nessun confronto, nessuna presa di posizione a tutela delle produzioni sarde». Anche la tanto attesa riforma delle Agenzie regionali resta «ferma al palo».
L'orgoglio dell'indipendenza
La conclusione del Direttivo è un avviso ai naviganti e una rivendicazione di libertà che suona come una stoccata ai sindacati più "istituzionali".
«Noi del CSA non percepiamo contributi regionali, a differenza di altri soggetti: questa condizione ci rende – e ci renderà sempre – liberi di dire le cose come stanno, senza condizionamenti e senza compromessi».
Per Agus, insomma, non ci saranno sconti: «Il nostro impegno sarà esclusivamente rivolto ad azioni concrete a favore e a tutela dell’agricoltura e dell’allevamento sardo».