Alghero, requiem per la Medicina Sportiva: il cardiologo non c'è, il servizio chiude. E le famiglie pagano

Marco Tedde

Forza Italia all'attacco: "Avevamo avvisato a ottobre, disastro annunciato".

ALGHERO – Alla fine, come spesso accade nella sanità pubblica, a pagare il conto sono i cittadini. Il Centro di Medicina Sportiva di Alghero è clinicamente morto. Niente medici, niente visite, niente certificati. E così, migliaia di atleti e le loro famiglie si trovano davanti a un bivio: smettere di fare sport o mettere mano al portafoglio e andare dal privato.

Forza Italia: "Noi l'avevamo detto" L'opposizione non perde tempo a rivendicare la propria Cassandra. Il gruppo di Forza Italia (Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini) entra a gamba tesa sulla Giunta e sull'Asl. "Quanto sta accadendo oggi al Centro di Medicina sportiva dell’Ospedale Marino di Alghero era purtroppo ampiamente prevedibile". Gli azzurri ricordano di aver lanciato l'allarme già a ottobre con un'interrogazione urgente, chiedendo l'intervento del Sindaco. La risposta? "Nulla è stato fatto". Il quadro tracciato da Forza Italia è drammatico: "Dal 1° febbraio il medico di riferimento andrà in pensione senza sostituzione, mentre il servizio cardiologico è stato interrotto a causa di soluzioni tampone del tutto insufficienti".

I numeri del disastro Un sistema che garantiva circa 8.000 prestazioni l'anno. Se queste dovessero riversarsi tutte sul mercato privato, Forza Italia stima un costo per le famiglie di "oltre 480.000 euro l’anno, creando disuguaglianze inaccettabili nell’accesso alla pratica sportiva". Concludono così gli Azzurri: "Chi ha ignorato quell’appello ora deve assumersi la responsabilità politica e amministrativa di questa situazione".