Monte Carru, il Giudice scopre le carte: "Paghi l'immobiliare". Pais invoca l'intervento del Comune, ma le fideiussioni che fine hanno fatto?

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Svolta giudiziaria per il quartiere senz'acqua. Il Tribunale: la società Botticelli si è impegnata nel 2019 a finire le opere. La Lega propone che sia l'Ente pubblico ad anticipare i soldi, ma il rischio per le casse pubbliche apre un interrogativo sulle garanzie pregresse.

ALGHERO – Ci sono vicende in cui la burocrazia sembra divertirsi a giocare a nascondino con i diritti essenziali, come quello di avere l'acqua in casa. La storia di Monte Carru e Vista Blu è una di queste: un labirinto di fallimenti, rimpalli e rubinetti a secco che dura da decenni. Ma oggi, forse, c'è un punto fermo messo nero su bianco da un giudice. E c'è una politica che si divide su chi debba mettere mano al portafoglio per primo.

La sentenza delle carte: paga chi ha comprato La notizia arriva dalla seconda sezione civile del Tribunale di Sassari. La giudice Ada Gambardella, chiamata a dirimere la matassa, ha formulato una nuova proposta conciliativa che ha il sapore della logica elementare. Leggendo gli atti, il magistrato ha scoperto un dettaglio non da poco: la Botticelli Immobiliare, società che ha rilevato le unità dai fallimenti precedenti (AMP e Compagnia Opere Civili), sapeva cosa stava comprando.

Nel rogito del 24 gennaio 2019 c'è scritto chiaro e tondo: la parte acquirente si fa carico "di tutti gli oneri e adempimenti necessari all’ottenimento della certificazione di agibilità". Tradotto dal giuridichese: chi ha comprato gli immobili si è accollato anche il dovere di finire le fogne e la rete idrica. Per il Tribunale, dunque, la questione è di portafoglio. Gli interventi "non appaiono né così complessi né così onerosi da non poter essere eseguiti ad esclusive spese della società che si è obbligata". La road-map del giudice è precisa: la Botticelli fa i lavori entro 6 mesi pagando di tasca sua, il Comune verifica che siano a regola d'arte e acquisisce gli impianti, Abbanoa apre i rubinetti. Se ne discuterà l'udienza del 12 febbraio prossimo.

La proposta di Pais: "Il Comune anticipi, poi faccia causa" Su questo scenario si innesta la presa di posizione politica di Michele Pais. Il consigliere della Lega, invocando "concretezza", teme che i tempi della giustizia civile (e i possibili dinieghi della società) lascino i cittadini all'asciutto per altri 5 anni. La sua proposta è l'intervento sostitutivo: "L'amministrazione... possa anche valutare la possibilità di realizzare le opere per poi metterle in carico al lottizzante". In pratica: il Comune paga subito i lavori per non far pesare i contenziosi su bambini e anziani, e poi esercita il "diritto di rivalsa" in un secondo momento.

Il dubbio del "buon padre di famiglia": e le fideiussioni? La proposta di Pais ha il pregio dell'urgenza umanitaria, ma presta il fianco a un'obiezione contabile che qualsiasi amministratore prudente (o "reazionario", nel senso nobile del termine) dovrebbe sollevare. Se il Comune anticipa somme ingenti di denaro pubblico per opere che – come dice il Giudice – spettano a un privato per contratto, chi garantisce che quei soldi torneranno indietro? Le cause di rivalsa in Italia durano ere geologiche e spesso finiscono con debitori incapienti. La domanda che sorge spontanea, e che forse qualcuno dovrebbe girare agli uffici competenti prima di aprire la cassa comunale, è un'altra: che fine hanno fatto le fideiussioni? In ogni lottizzazione, il costruttore deve depositare delle garanzie finanziarie proprio per coprire il rischio che le opere di urbanizzazione non vengano finite. Quelle polizze sono state escusse? Sono scadute? Sono capienti? Perché, prima di usare i soldi di tutti i contribuenti algheresi per un onere privato (con il rischio di danno erariale), sarebbe forse il caso di andare a vedere se in cassaforte c'è ancora la "cambiale" firmata a suo tempo da chi ha cementificato la collina.