La Commissione speciale sul treno a idrogeno ha concluso i propri lavori con l’illustrazione della relazione finale. È questo il dato formale. Il resto sta nelle parole, nette, del Comitato zonale Nurra, che dopo l’ultima seduta parla apertamente di una “missione incompiuta della politica”.
Nel comunicato diffuso al termine della riunione, il Comitato ricostruisce un esito che giudica deludente nel metodo e nei contenuti. Alla seduta, riferisce, consiglieri e pubblico avrebbero assistito alla lettura di una relazione tecnica limitata alla descrizione delle procedure e a due ipotesi di tracciato. Un adempimento che, secondo il Comitato, non esaurisce né rispetta il ruolo per cui la Commissione era stata istituita.
Il nodo, per il Comitato Nurra, non è l’esistenza di una relazione, ma ciò che manca attorno ad essa. Nel documento non vi sarebbe traccia di un’analisi delle criticità emerse durante le audizioni con associazioni e comitati, né una valutazione comparata dei costi e dei benefici tra le diverse soluzioni di trasporto in rapporto alle esigenze reali del territorio. Soprattutto, viene rilevata l’assenza di un atto elaborato dai commissari che restituisca in forma politica e argomentata le risultanze del percorso di ascolto.
La relazione, sempre secondo il Comitato, sarebbe stata predisposta da altri soggetti e recepita senza un lavoro autonomo di sintesi o di indirizzo. Una dinamica che viene definita, senza mezzi termini, una “mortificazione del ruolo del Consiglio comunale”.
Da qui la domanda che attraversa tutto il comunicato e che il Comitato pone pubblicamente: a cosa è servita la Commissione speciale, se non ha prodotto un risultato politico, non ha portato un atto all’attenzione del Consiglio, non ha espresso posizioni né avanzato proposte?
Il passaggio successivo allarga il campo. La questione, per il Comitato Nurra, non riguarda solo l’esito di una Commissione, ma il funzionamento stesso delle decisioni pubbliche. “Chi decide il futuro di Alghero”, si chiede il Comitato, se gli amministratori non esercitano fino in fondo il proprio ruolo?
Il comunicato richiama infine la dimensione dell’opera in discussione. Un intervento da centinaia di milioni di euro che, secondo il Comitato, rischia di gravare sulle casse pubbliche, di incidere pesantemente sul territorio e sull’ambiente, mentre l’amministrazione comunale viene descritta come silente rispetto alle istanze dei cittadini.
La presa di posizione è firmata dalla presidente del Comitato zonale Nurra, Tiziana Lai. Le parole sono politiche, non tecniche, e segnano una distanza netta tra il percorso istituzionale appena concluso e le aspettative di chi aveva chiesto alla Commissione di essere uno spazio di analisi, confronto e responsabilità. Qui si misura, ancora una volta, la frizione tra procedure portate a termine e consenso che fatica a prendere forma o che addirittura sfuma.