La discussione sull’imposta di soggiorno, a una settimana dall’uniformazione varata dal Consiglio comunale, continua a produrre onde lunghe. Dopo le spiegazioni dell’assessora Ornella Piras e la difesa politica di Marco Colledanchise, arriva ora la posizione – articolata e decisa – di Fratelli d’Italia Alghero, che sceglie di andare alla radice del problema: non la tariffa, ma la gestione del turismo.
Il partito parla con tre voci unisono: Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo, Alessandro Cocco, capogruppo in Consiglio, e Pino Cardi, coordinatore cittadino. La loro premessa è un bisturi che taglia netto: «Smontiamo il racconto di chi sostiene che la marcata stagionalità della nostra destinazione possa essere superata semplicemente eliminando la distinzione tra alta e bassa stagione per le tariffe dell’imposta di soggiorno: ci vuole ben altro». Il messaggio è chiaro: l’uniformità tariffaria non è né una bacchetta magica né uno strumento sufficiente. «La destagionalizzazione non si ottiene con un provvedimento contabile, ma con politiche coordinate, investimenti strutturali e una visione strategica del turismo», affermano. In sostanza: tarare l'imposta è utile, ma solo se inserito in un sistema che oggi, secondo FdI, non c’è ancora.
Il punto centrale della nota riguarda la struttura di governo del settore. Fratelli d’Italia riconosce il lavoro avviato dall’Amministrazione, ma pretende un salto di qualità. «L’imposta di soggiorno può essere una leva utile solo se gestita in modo chiaro e condiviso. È fondamentale che la quota del gettito destinata direttamente al turismo venga concordata con il comparto nelle sue diverse articolazioni», scrivono i tre esponenti.
E soprattutto, richiamano alla centralità del Tavolo per il Turismo: non un organo consultivo, non un salotto buono, ma una sede di governo. «Il Tavolo non può essere percepito come un semplice luogo di ascolto. È lo strumento istituzionale di governo del settore, dove devono essere discusse, valutate e programmate le priorità su promozione, decoro urbano, servizi e imposta di soggiorno». Un’affermazione che apre una crepa evidente nella narrativa di questi giorni, dominata dal racconto dell’uniformazione come misura di semplificazione e buon senso.
FdI punta poi un faro sul tema dei numeri. Il partito chiede un vero Osservatorio del Turismo, che possa restituire un quadro solido di flussi, presenze, spesa media e impatti economici. «Senza dati quantitativi e qualitativi non c’è programmazione», afferma Di Gangi. È una critica indiretta, ma precisa, all’approccio basato sul “sentiment” che spesso domina nelle discussioni locali.
Fratelli d’Italia entra anche nel merito delle dichiarazioni del consigliere di Orizzonte Comune, che ieri, in una diretta su facebook, ha salutato l’uniformazione della tariffa come una scelta di «responsabilità e visione». Il partito non contesta la scelta in sé, ma le condizioni per renderla credibile: «La credibilità di questa scelta dipende da una condizione essenziale: la piena trasparenza sull’utilizzo del gettito e la rendicontazione puntuale degli interventi finanziati, come richiesto da tutto il comparto turistico». Nessun attacco personale, ma una stilettata politica: «Non servono narrazioni ottimistiche: servono impegni chiari e verificabili dall’intera città». E una precisazione netta contro la frase di Colledanchise sulla “Alghero viva tutto l’anno”: «Dire che Alghero è una città viva tutto l’anno è un auspicio che tutti condividiamo. Ma questo obiettivo non si raggiunge con la semplice uniformità tariffaria». L’invito è a mostrare concretamente, voce per voce, come viene speso ogni euro dell'imposta di scopo.
Il finale della nota riassume la filosofia del partito: niente slogan, niente improvvisazioni. «Rendiamo Alghero più competitiva e più vivibile non attraverso affermazioni di principio, ma con la serietà di una governance solida, partecipata e fondata sui numeri». Una posizione che si inserisce perfettamente nel dibattito di queste ore: da una parte chi difende l’uniformazione dell’imposta come misura di semplificazione; dall’altra chi chiede un salto di qualità nella gestione del turismo, senza concedere sconti all’ottimismo di maniera. È il segno che la discussione sull’imposta di soggiorno non finirà qui. Perché la tariffa è solo la punta del problema. Il nodo vero, politico e amministrativo, resta quello indicato da Fratelli d’Italia: la capacità – o l’incapacità – di governare Alghero come una destinazione moderna.