Todde: “Restituita dignità e fiducia ai cittadini”

Uffici di prossimità, primo bilancio del “Modello Sardegna”

Meloni: “Avvicinano la giustizia e semplificano la vita delle persone”

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 A cinque anni dall’avvio, il progetto degli Uffici di prossimità in Sardegna fa registrare risultati concreti e una rete ormai consolidata in tutto il territorio regionale. Il bilancio è stato tracciato oggi a Milis, durante l’incontro “Gli Uffici di prossimità tra presente e futuro”, alla presenza della presidente della Regione Alessandra Todde, del vicepresidente Giuseppe Meloni, dei rappresentanti del Ministero della Giustizia, di ANCI, CAL, tribunali e amministrazioni locali.

«Gli Uffici di prossimità rappresentano il modo con cui la Regione sceglie di essere vicina ai cittadini», ha dichiarato la presidente Todde. «Questo progetto nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: portare i servizi essenziali della giustizia nelle nostre comunità, soprattutto in quelle più lontane dai grandi centri. È un gesto di giustizia territoriale e di rispetto verso le persone e i loro tempi di vita».

Nel suo intervento, la presidente ha sottolineato come il modello “funzioni” perché riduce le distanze non solo geografiche ma anche burocratiche e relazionali. «Dietro ogni sportello – ha aggiunto – ci sono volti e storie di persone che cercano risposte su temi delicati come successioni, tutele, amministrazioni di sostegno e autorizzazioni per minori. Il cuore del progetto è restituire dignità e fiducia nel rapporto tra cittadini e istituzioni».

Anche il vicepresidente Meloni ha rimarcato la natura pratica e inclusiva dell’iniziativa: «Gli Uffici di prossimità rappresentano un servizio concreto, costruito sulle esigenze delle persone e dei territori. Sono il segno di un’amministrazione che ascolta e si avvicina ai cittadini, soprattutto a chi vive lontano dai centri urbani e ha bisogno di risposte rapide e umane. La Sardegna è stata tra le prime regioni a credere in questo modello, e oggi possiamo dire che funziona».

La Sardegna è oggi tra le realtà più avanzate nella sperimentazione degli Uffici di prossimità, con 21 sportelli attivi in 105 Comuni. La rete comprende 9 sedi nel distretto di Cagliari, 2 a Oristano, 1 a Lanusei, 4 a Nuoro, 2 a Sassari e 3 a Tempio Pausania, garantendo una copertura territoriale ampia e coerente con le circoscrizioni giudiziarie.

Avviato nel 2020 e coordinato dal Centro Regionale di Programmazione, il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Operativo Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, con un investimento complessivo di 1,88 milioni di euro. Finora sono stati formati 75 operatori, digitalizzati oltre 37mila fascicoli di volontaria giurisdizione, e attivato il sistema gestionale G-PROX per la gestione informatizzata delle pratiche.

Durante l’incontro di Milis sono stati presentati i risultati raggiunti e le proposte per rafforzare la collaborazione tra Regione, enti locali e tribunali. Dal confronto è emersa la volontà comune di consolidare la rete e di rendere stabile il modello sardo come parte integrante dei servizi pubblici.

Il progetto, prorogato dal Ministero della Giustizia fino al 2026, punta ora a una fase di maturità: garantire continuità, investire in infrastrutture e formazione e trasformare la prossimità in principio permanente dell’amministrazione regionale.