Con la Finanziaria 2026 il Governo cambia le regole del gioco. Dal 1° luglio 2026 le aziende agricole non potranno più utilizzare i crediti d’imposta per compensare i contributi previdenziali INPS. Una modifica inserita nell’articolo 26 della manovra che, nelle intenzioni del Ministero dell’Economia, mira a “razionalizzare” il sistema delle compensazioni e prevenire le frodi fiscali. In realtà, il provvedimento rischia di colpire proprio chi in questi anni ha seguito le regole, investendo su innovazione e sostenibilità.
In Sardegna, dove centinaia di aziende hanno aderito ai programmi Agricoltura 4.0 e 5.0, la misura equivale a un colpo basso. Secondo una stima del Centro Studi Agricoli, la perdita per il comparto agricolo isolano supererà 4,2 milioni di euro all’anno, con un danno cumulato che nei prossimi cinque anni potrebbe oltrepassare i 21 milioni.
“Prima incentivano a investire, poi tagliano tutto”, denuncia Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli. “Le aziende che hanno creduto nella transizione verde vengono penalizzate, mentre i sindacati tacciono. Chiediamo ai parlamentari sardi di fermare questa norma prima che sia troppo tardi”.
Il provvedimento, pur presentato come una misura di efficienza, finisce per prosciugare la liquidità delle imprese e bloccare gli investimenti in corso. Colpisce i giovani agricoltori, i più esposti e i meno protetti. Lo Stato, ancora una volta, ha scelto la via più semplice: punire chi produce, non chi abusa.
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