Alghero, Conoci: “Con l’addio del segretario Ara equilibri compromessi. Ora il Comune è nelle mani di un solo dirigente”

Mario Conoci

La notizia del trasferimento del segretario generale Antonio Ara al Comune di Oristano, nei primi giorni di settembre, non sorprende Mario Conoci. L’ex sindaco legge nell’addio un segnale politico pesante: «L’abbandono di una figura apicale di tale rilevanza, onestà, correttezza e professionalità, dopo appena un anno, non può essere considerato un semplice passaggio fisiologico o una ‘progressione di carriera’ come oggi viene raccontato dall’amministrazione in carica liquidando il fatto con un semplice ‘grazie e in bocca al lupo’. Al contrario, rappresenta un segnale preoccupante di squilibrio interno».

Secondo Conoci, Ara aveva espresso chiaramente la volontà di restare ad Alghero. «In più occasioni e anche privatamente con alcuni consiglieri – sottolinea – aveva manifestato la volontà di rimanere, a condizione che fosse garantito un corretto rispetto dei ruoli e non una prevalenza costante e invasiva di un singolo dirigente su tutti gli altri, compreso il segretario generale».

Il nodo è tutto qui: con la partenza di Ara, il Comune si ritroverà di fatto nelle mani di un solo dirigente, che cumulerà il ruolo di segretario e quello di vice segretario facente funzioni. Una concentrazione di potere «senza precedenti», dice Conoci, che diventa ancora più delicata se collegata a pratiche finite sotto la lente dell’opinione pubblica: «Il bando per l’assegnazione del campo Mariotti, stranamente modificato alla scadenza del termine di presentazione delle domande; i concorsi pubblici; e la vicenda Secal, rispetto alla quale lo stesso dirigente aveva già manifestato l’intenzione di arrivare alla chiusura della società partecipata. Allo stesso tempo – ironizza – pare che da mesi non si riesca a far riparare un ascensore a Porta Terra».

L’ex sindaco mette in guardia dal rischio che salti l’equilibrio interno dell’amministrazione, quel sistema di contrappesi necessario per garantire trasparenza e imparzialità. «Appare evidente – insiste – che la perdita del segretario generale non è stata inevitabile, ma è maturata in un contesto in cui è stato favorito l’accentramento di potere in un singolo dirigente».

Da qui l’appello a Cacciotto: «Mi auguro che le sollecitazioni, giunte dalla componente civica proveniente dal precedente mandato (sempre più inascoltata e apparentemente spesso mal sopportata, seppur determinante per la vittoria del centrosinistra) vengano accolte. Serve nominare subito un nuovo vice segretario generale. È responsabilità del primo cittadino garantire che nessun dirigente possa concentrare nelle proprie mani tutte le funzioni apicali del Comune».

E la chiosa è amara: «La città ha bisogno di trasparenza, pluralità e rispetto dei ruoli. È compito del sindaco garantire questo equilibrio, senza ulteriori rinvii».