In un clima politico sempre più teso, Fratelli d'Italia ha lanciato un duro attacco in seguito alle recenti polemiche che hanno coinvolto l'assessore Desiré Manca e i sindaci sardi. In una lettera inviata alla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, quindici consiglieri di minoranza, tra cui esponenti di Fratelli d'Italia, hanno espresso il loro sdegno per quello che definiscono "un normale disguido trasformato in uno scontro istituzionale surreale, privo di significato e pericoloso".
Le critiche non sono velate: "Sarebbe opportuno richiamare ad un maggior senso delle Istituzioni e al rispetto di una minima grammatica istituzionale, avendo come primo obiettivo la collaborazione e non lo scontro al solo fine di alimentare il consenso personale".
Queste parole, firmate da Paolo Truzzu, Emanuele Cera, Antonello Floris, Francesca Masala, Corrado Meloni, Fausto Piga e Cristina Usai di Fratelli d'Italia, insieme a esponenti di altre formazioni politiche, sottolineano la frustrazione per la mancanza di dialogo istituzionale.
Gli amministratori locali sono al centro del dibattito: "il carico di responsabilità, il fatto di essere spesso l’unico baluardo istituzionale nelle comunità, ma anche le minacce, le intimidazioni e i veri e propri atti criminali" sono le difficoltà quotidiane che affrontano. Eppure, invece di trovare una soluzione attraverso il dialogo, si è preferito, secondo i firmatari, creare un "duello rusticano", esponendo i sindaci a una gogna mediatica.
L'attacco nei confronti della presidente dell'Anci, Daniela Falconi, è stato particolarmente criticato: "È grave e assurdo che un normale equivoco non trovi la normale risoluzione attraverso il dialogo istituzionale, ma sia trasformato da un esponente dell’Esecutivo regionale in un 'duello rusticano', alimentando anche il libero sfogo dei suoi follower social nei confronti dei Sindaci, con alcuni attacchi gratuiti, pericolosi e finalizzati esclusivamente a delegittimare le Istituzioni".
I consiglieri sottolineano come un tale comportamento sia senza precedenti: "Crediamo che nella storia autonomistica della Sardegna non sia mai capitato che un Assessore regionale individuasse i Sindaci come controparte e soprattutto li esponesse a una simile gogna mediatica. Siamo convinti che tale comportamento sia oggettivamente inopportuno, disdicevole e indegno di un rappresentante istituzionale."
L'appello finale è chiaro e deciso: la presidente Todde deve richiamare la sua Giunta a una prassi istituzionale più corretta, affinché i problemi della Sardegna possano essere affrontati e risolti con "il riconoscimento reciproco, i corretti rapporti istituzionali e la collaborazione tra Esecutivo, Consiglio e Sindaci".
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