CNA FITA Sardegna, la sezione dell’autotrasporto della Confederazione artigiana, scende in campo per le piccole e medie imprese contro i “big” delle case costruttrici di autocarri Man, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf, recentemente (luglio 2016) sanzionati dalla Commissione Europea con un’ammenda record da 2.926.499.000 euro.
Al via nell’isola la raccolta di adesioni delle imprese interessate per l’azione collettiva di risarcimento dei danni verso le aziende costruttrici di veicoli commerciali, che secondo gli accertamenti della UE hanno stretto accordi collusivi negli anni 2007-2011 in materia di prezzi degli autocarri di medie (da 6 a 16 tonn) e grandi dimensioni (oltre16 tonn) e sul trasferimentoai clienti dei costi per conformarsi alle stringenti norme europee in materia di emissioni inquinanti.
In Italia sono circa 450.000 i veicoli a motore con massa complessiva a pieno carico superiore alle 6 tonellate immatricolati nei 14 anni del Cartello; in Sardegna, circa 2500 aziende sarde hanno acquistato autocarri di medie (da 6 a 16 tonn) e grandi (oltre 16 tonn) dimensioni per uso in conto terzi e in conto proprio immatricolati tra il 1997 e il 2011, per oltre 12.000 unità veicolari.
Così Francesco Pinna, Vicepresidente nazionale e Presidente regionale CNA FITA: “CNA Fita è stata tra le prime in Europa e sinora l’unica in Italia a promuovere un’azione collettiva, insieme alla A.L.I Antitrust Litigation Investment s.r.l., a favore degli autotrasportatori e di tutte le aziende che hanno acquistato i mezzi pesanti per esercitare l’attività in conto proprio, subendo le speculazioni e i costi ingiustamente maggiorati dalle case costruttrici”.
“L’azione collettiva ha come obbiettivo facilitare l’accesso alla giustizia e al risarcimento economico delle piccole e medie aziende ed in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust – aggiunge Valentina Codonesu, Resp.le regionale CNA FITA – ed è inoltre un segnale molto forte che vogliamo dare alla categoria contro qualsiasi forma di concorrenza sleale”.
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