Lo hanno trovato ormai privo di vita nella sua abitazione. Diodato Arru, musicista, compositore, algherese di adozione, studioso delle tradizioni non solo della musica sarda, personaggio eclettico e controverso, non aveva dato notizie di se da qualche giorno.
Le ricerche di amici e familiari hanno portato alla scoperta della sua morte. Da giovane aveva studiato chitarra classica e composizione presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, specializzandosi successivamente in diversi corsi in Italia e all’estero.
Contestualmente frequentava la Facoltà di Lettere e Filosofia “La Sapienza” in Roma.
E' stato un attento studioso della musica contemporanea, sia come solista che come compositore, collaborando con prestigiose istituzioni musicali, enti concertistici, università, interessandosi particolarmente dell’aspetto multidisciplinare della ricerca musicale.
Da diversi anni, i suoi interessi si sono orientati sull’indagine del rapporto tra il suono e il colore, attivando un sodalizio artistico con il pittore campano Nicola Marotta, da sempre residente ad Alghero, con il quale ha lavorato a diversi progetti sul fronte della sonorizzazione di esposizioni pittoriche, unitamente alla cura di aspetti didattici e di divulgazione delle tematiche della ricerca artistica contemporanea.
Ha collaborato come compositore e chitarrista con diversi e prestigiosi solisti, gruppi cameristici e sinfonici, compositori italiani e stranieri, dedicandosi inoltre alla divulgazione della nuova letteratura chitarristica con concerti i Italia e all’estero.
Dall’estate 1994, era docente ai corsi internazionali di composizione musicale “Veruela Musica Viva”, diretti dalla compositrice navarra Teresa Catalàn, insieme al compositore chitarrista cubano Leo Brouwer e al musicologo israeliano Yizhak Sadai, diventando direttore artistico di un progetto europeo di divulgazione della musica del nostro tempo “L’Espiritù de Veruela”.
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