Non autosufficienza, ANAP chiede un piano per l’assistenza: «Servono risorse, servizi e una strategia concreta».

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  L’associazione sarda aderisce all’appello del Patto per un Nuovo Welfare. La richiesta: 500 milioni di euro nel 2027 e interventi più ampi per anziani e famiglie. L’assistenza a chi non riesce più a svolgere da solo le attività quotidiane non può restare soltanto una questione di famiglia. È il richiamo di ANAP Confartigianato Sardegna, che sostiene l’appello del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza in vista della legge di Bilancio 2027. «La non autosufficienza è una questione sociale che riguarda milioni di persone. Servono risorse, servizi e una strategia concreta, non rinvii», afferma il presidente di ANAP Sardegna, Giovanni Mellino. Il Patto, una rete di 60 organizzazioni, sostiene che il disegno di legge non introduca il rafforzamento strutturale dell’assistenza che aveva chiesto.

  La stima citata riguarda circa quattro milioni di anziani non autosufficienti e, considerando anche familiari e operatori coinvolti nella cura, circa dieci milioni di persone complessivamente interessate. Il Patto indica in 500 milioni di euro la somma necessaria per avviare un primo potenziamento nel 2027. La richiesta si articola in quattro direzioni: rendere più semplice l’accesso ai sostegni; integrare meglio l’assistenza a domicilio, mettendo in relazione cure sanitarie, servizi sociali e aiuto nella vita di ogni giorno; aumentare disponibilità e qualità dell’assistenza residenziale; rivedere la Prestazione Universale, il contributo sperimentale destinato ad alcune persone anziane con bisogni assistenziali molto gravi. Il Patto chiede importi graduati e maggiorazioni per chi sceglie servizi qualificati. La critica va circoscritta: non significa che nel 2027 non siano previste risorse pubbliche per la non autosufficienza. Il Fondo nazionale dedicato ha una dotazione programmata di circa 1,108 miliardi di euro per quell’anno. Inoltre, il disegno di legge di Bilancio proroga la sperimentazione della Prestazione Universale al 2027 e innalza a 12 mila euro la soglia ISEE, l’indicatore usato per valutare la situazione economica del nucleo familiare. Secondo il Patto, queste misure non sostituiscono però il piano più ampio che propone. Il disegno di legge è stato presentato alla Camera il 30 ottobre e assegnato alla Commissione Bilancio il 4 novembre: il suo esame è quindi ancora in corso. «Non possiamo continuare a considerare la non autosufficienza un problema privato, da affrontare esclusivamente all'interno delle famiglie – sottolinea Giovanni Mellino, Presidente di ANAP Confartigianato Sardegna – dietro ogni anziano che ha bisogno di assistenza ci sono spesso figli, coniugi e caregiver che rinunciano a tempo, lavoro e risorse economiche per garantire cure e dignità ai propri cari. Senza un investimento pubblico adeguato, questo carico diventa sempre più difficile da sostenere. La mancanza di risposte oggi significa lasciare sole le persone più fragili e chi se ne prende cura».

  Per la Sardegna, aggiunge Mellino, pesa anche la distanza dai servizi nei centri minori e nelle comunità dell’interno. «Anche in Sardegna il tema dell'invecchiamento e della non autosufficienza richiede una particolare attenzione – aggiunge Mellino – occorre costruire una rete di assistenza capace di raggiungere le persone anche nei centri più piccoli e nelle comunità dell'interno, dove la distanza dai servizi può rendere ancora più complicata la vita degli anziani e dei loro familiari». Il caregiver è chi assiste con continuità una persona cara; spesso è un familiare che concilia la cura con il lavoro e con la propria vita. È su questo intreccio quotidiano che ANAP chiede un intervento pubblico più stabile. «Sostenere la non autosufficienza – conclude il Presidente di ANAP Confartigianato Sardegna - significa difendere la dignità delle persone, riconoscere il ruolo dei caregiver e garantire un sistema di welfare che non scarichi sulle famiglie responsabilità che devono essere condivise. Non servono interventi occasionali, ma risorse certe e una programmazione di lungo periodo».