Il dato dei primi dieci mesi del 2026 supera le 823 sanzioni registrate nell’intero 2025. La Polizia locale ha intensificato i controlli in centro, vicino alle scuole e nell’area del cimitero.
Dieci mesi, 1.104 sanzioni. A Sassari i verbali legati all’uso abusivo degli stalli riservati alle persone con disabilità hanno già superato il totale dell’intero 2025, quando furono 823. I dati sono stati diffusi dal Comune, che riferisce di controlli intensificati dalla Polizia locale su tutto il territorio.
Gli agenti operano sia in divisa sia in borghese. In queste settimane i controlli sono stati rafforzati nella zona del cimitero e, dall’inizio dell’anno scolastico, all’ingresso e all’uscita delle scuole. L’obiettivo è verificare che gli spazi riservati restino accessibili a chi ne ha titolo.
Tra gli episodi riferiti dal Comune c’è quello di un meccanico che avrebbe utilizzato uno stallo per lasciare un’auto in riparazione. La motivazione riportata nella nota è: «esigenze logistiche dell’attività: l'autovettura in riparazione, infatti, avrebbe altrimenti ostruito le manovre di ingresso e uscita dall'esercizio». Il comunicato menziona anche un porta-pizze in attesa della consegna successiva e soste nell’area riservata per operazioni di carico.
I controlli, riferisce ancora il Comune, riguardano anche l’uso dei contrassegni: sono stati segnalati casi di copie e di permessi utilizzati da persone diverse dal titolare. La nota parla inoltre di contrassegni contraffatti e di tagliandi usati anche dopo la morte della persona a cui erano intestati. Gli episodi sono riportati dal Comando senza indicare i nomi delle persone coinvolte.
L’attività della Polizia locale riguarda anche marciapiedi e attraversamenti pedonali, spazi che devono restare liberi per chi si muove a piedi, in carrozzina o con passeggini. Nei primi dieci mesi del 2026 il Comune segnala 810 sanzioni per sosta sugli attraversamenti e 1.340 per parcheggio sui marciapiedi. Nell’intero 2025 erano state, rispettivamente, 1.028 e 1.361.
Uno stallo riservato non è una comodità temporanea né uno spazio di servizio: per chi ne ha bisogno, può fare la differenza tra riuscire a raggiungere un luogo e non poterlo fare. È su questo uso quotidiano dello spazio pubblico che il Comune dice di voler mantenere alta l’attenzione.
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