DOMUSNOVAS – Doveva essere un normale controllo tra i sentieri che salgono verso le montagne di Domusnovas, ma quando gli agenti hanno fatto accostare quella macchina si sono trovati davanti tutto l'armamentario del cacciatore di frodo. Si è chiusa con due denunce e un pesante sequestro di armi l'operazione condotta negli ultimi giorni di ottobre dal Nucleo investigativo dell'Ispettorato ripartimentale di Iglesias del Cfva, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione.
Impegnata in un servizio di vigilanza sull'attività venatoria – i controlli che regolano l'esercizio della caccia e proteggono la fauna selvatica –, la pattuglia ha fermato un'automobile diretta verso le zone montane del paese. A bordo viaggiavano due persone del posto, padre e figlio, entrambe sprovviste della licenza di porto di fucile. È bastato ispezionare l'abitacolo per capire il motivo di quel viaggio: dentro la vettura i forestali hanno trovato un fucile da caccia detenuto illegalmente e di provenienza non giustificata, accompagnato da una grossa scorta di munizioni, diversi coltelli e una mannaia.
Da quel ritrovamento sulla strada l'indagine si è spostata subito nelle abitazioni dei due, dove sono scattate le perquisizioni domiciliari eseguite insieme al personale delle Stazioni forestali della zona. Quello che è saltato fuori dalle stanze ha tolto ogni dubbio sul fatto che non si trattasse di un episodio isolato. Gli agenti hanno messo i sigilli a un secondo fucile clandestino, a diverse centinaia di cartucce per fucile e per armi ad aria compressa, oltre a tutta l'attrezzatura studiata per colpire con il favore del buio: torce ad alta intensità da montare sulle canne e ottiche di precisione per il tiro notturno.
Insieme alle armi sono spuntati anche numerosi lacci in acciaio, trappole rudimentali quanto crudeli perché cieche: cappi metallici piazzati nei passaggi della macchia che non lasciano scampo e finiscono per straziare qualsiasi animale vi resti impigliato, dai cinghiali ai cervi fino ai cani e alle capre al pascolo.
Tutto l'arsenale è stato posto sotto sequestro penale – la misura che blocca i corpi di reato a disposizione dei magistrati –, mentre padre e figlio sono stati deferiti in stato di libertà, cioè denunciati a piede libero, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Ai guai con la giustizia penale si sono aggiunti, per chi sedeva al volante, quelli con il Codice della strada: l'uomo guidava infatti senza aver mai conseguito o senza avere valida la patente e su un'auto priva dell'assicurazione obbligatoria contro i danni a terzi, violazioni che hanno fatto scattare immediatamente il sequestro amministrativo del veicolo.
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