Cia Sardegna a Montecitorio: «I conti non tornano» per chi produce e per chi compra.

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  Una delegazione guidata dal presidente Michele Orecchioni e dal direttore Alessandro Vacca ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori. Al centro, i costi di produzione, i prezzi riconosciuti alle aziende e il futuro delle aree rurali. La protesta degli agricoltori è arrivata davanti a Montecitorio con un titolo che parla anche ai consumatori: “I conti non tornano”. Ieri, 20 ottobre, una delegazione di Cia Sardegna ha preso parte al presidio promosso a Roma da Cia-Agricoltori Italiani, nell’ambito di una mobilitazione che prosegue fino al 22 ottobre. La delegazione sarda era guidata dal presidente regionale Michele Orecchioni e dal direttore Alessandro Vacca. 

  Nel corso della giornata, riferisce l’organizzazione, i rappresentanti hanno incontrato alcuni parlamentari sardi per illustrare le difficoltà delle aziende agricole dell’Isola: dai costi di carburanti, fertilizzanti ed energia alle spese di trasporto e approvvigionamento, più pesanti in un territorio insulare. Cia richiama soprattutto lo squilibrio tra quanto viene pagato ai produttori e il prezzo che il consumatore trova sugli scaffali. Secondo l’organizzazione, in diversi casi i ricavi delle aziende non bastano a coprire i costi. Tra le situazioni segnalate figurano quelle dei cerealicoltori e degli allevatori sardi, oltre alla fragilità delle imprese nelle aree interne. Il timore è che la perdita di redditività non resti confinata ai bilanci aziendali. Se le attività agricole si riducono, sostiene Cia, ne risentono anche il presidio delle campagne, l’economia dei piccoli centri e la cura del territorio. 

  Tra le richieste portate a Roma ci sono misure per distribuire più equamente il valore lungo la filiera, contrastare le pratiche commerciali sleali e contenere i costi. Cia chiede inoltre di tutelare le risorse della Politica agricola comune (Pac), cioè il sistema di sostegni e regole con cui l’Unione europea accompagna il settore agricolo, e di rafforzare le politiche per le aree rurali. La trasferta romana, afferma Cia Sardegna, vuole dare voce alle criticità raccolte tra aziende, cittadini e amministratori. La mobilitazione nazionale prosegue fino a domani: l’organizzazione punta a trasformare le richieste degli agricoltori in interventi concreti.