Milano, la protesta contro il carovita sfocia negli scontri. Al Sud trattori e tir contestano il caro gasolio

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  Circa cinquemila persone hanno partecipato al corteo di sabato. Domenica, nuovi disordini e oltre duecento persone accompagnate in Questura. In Sicilia e Calabria agricoltori e autotrasportatori protestano per il costo dei carburanti e delle materie prime. 

  Sabato 17 ottobre, a Milano, circa cinquemila persone hanno partecipato alla mobilitazione di Italia in Piazza. Il carovita era il richiamo principale, ma le richieste erano più ampie: salari ritenuti insufficienti, precarietà, sanità e scuola pubbliche, accesso alla casa e opposizione all’aumento della spesa militare. Il corteo è partito in un clima di protesta, ma nel pomeriggio la situazione è degenerata. In via Broletto e poi nelle strade attorno a piazza Duomo, gruppi di giovani hanno lanciato pietre, petardi e altri oggetti contro le forze dell’ordine. Sono state incendiate barricate improvvisate e danneggiate o saccheggiate attività commerciali; la polizia ha risposto con cariche, lacrimogeni e idranti. Gli scontri hanno coinvolto anche passanti e negozianti, mentre alcune strade del centro sono state chiuse o messe in sicurezza. Le ricostruzioni disponibili distinguono il corteo, a cui hanno preso parte migliaia di persone, dai gruppi che hanno compiuto le violenze. La causa immediata degli scontri è chiara: il lancio di oggetti contro gli agenti e i successivi interventi delle forze dell’ordine. Le motivazioni dei singoli e gli eventuali legami tra i gruppi coinvolti sono invece ancora da accertare. La protesta per il carovita aiuta a capire il clima in cui si è svolta la manifestazione, ma non permette di attribuire a tutti i partecipanti la responsabilità dei danneggiamenti. 

  Domenica 18, a meno di ventiquattr’ore di distanza, nuovi gruppi si sono radunati in centro e hanno danneggiato vetrine, arredi urbani e negozi. In serata, secondo i resoconti della giornata, oltre duecento persone erano state fermate e accompagnate in Questura; circa l’80 per cento era minorenne. Il dato non equivale a duecento arresti: alcuni dei ragazzi erano già stati identificati il giorno prima. Per le manifestazioni di sabato nelle diverse città italiane, il bilancio riferito da ANSA è di 197 persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia, 28 arresti e 43 denunce. Sono provvedimenti e passaggi investigativi, non condanne. 

  Nello stesso fine settimana, in Sicilia, gli agricoltori sono tornati in strada con i trattori: un corteo di circa dieci chilometri ha attraversato la statale Sciacca-Palermo, nella Valle del Belice, mentre altri mezzi hanno manifestato a Caltagirone. Le loro ragioni riguardano il rincaro del carburante, delle materie prime e, più in generale, dei costi di produzione. In Calabria, Sicilia e Puglia sono in corso anche presìdi e fermi degli autotrasportatori, che denunciano il peso del gasolio e la difficoltà di sostenere le spese dei viaggi. Il collegamento con Milano è soprattutto economico. Le cronache descrivono mobilitazioni diverse, con obiettivi e partecipanti distinti; non indicano una regia comune tra il corteo milanese e i presìdi agricoli. 

  Il terreno condiviso è il costo di beni e attività essenziali. Il 17 ottobre, secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy il prezzo medio del gasolio era di 2,257 euro al litro sulla rete stradale e di 2,296 euro in autostrada, in modalità self service. Per chi lavora i campi o trasporta merci, il carburante è una spesa diretta dell’attività: se aumenta, riduce i margini o mette sotto pressione i prezzi lungo la filiera. La risposta delle istituzioni si muove su due piani. Sul fronte dell’ordine pubblico, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato i vertici della Polizia e il questore di Milano; la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi, a Palazzo Chigi, una riunione per valutare la situazione e possibili ulteriori strumenti, anche rispetto ai minorenni. Il sindaco Giuseppe Sala ha sollevato dubbi sul numero di agenti presenti, mentre Piantedosi ha respinto la sua critica. Le ipotesi di nuove norme sono, al momento, ipotesi: la riunione deve ancora svolgersi. Sul fronte dei costi, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha confermato per domani, martedì 20 ottobre, un incontro a Milano con le associazioni dell’autotrasporto e, nel pomeriggio, con gruppi spontanei provenienti anche dal Sud. Ha indicato la possibilità di sbloccare risorse già stanziate e di valutarne altre, ma non ha ancora presentato un pacchetto di interventi definito. Le violenze richiedono che siano accertate le responsabilità e tutelate le persone e le attività danneggiate. Intanto, le manifestazioni di questi giorni mostrano problemi diversi ma concreti: a Milano il malessere di famiglie e giovani per il costo della vita e i servizi; nel Mezzogiorno la difficoltà di imprese agricole e di trasporto a reggere spese crescenti. La prova dei prossimi giorni sarà far seguire agli annunci risposte verificabili, senza confondere il diritto di protestare con la responsabilità di chi ha compiuto atti violenti.