Il lavoratore, 61 anni, era di Monastir. Marco Meloni e Silvio Lai esprimono cordoglio e sollecitano interventi sulla prevenzione. Le cause dell’incidente sono ancora al vaglio degli inquirenti.
La morte di Carlo Spiga, autotrasportatore di 61 anni residente a Monastir, ha suscitato le reazioni del senatore Marco Meloni e del deputato Silvio Lai, entrambi del Partito Democratico. Spiga è morto il 15 ottobre al porto canale di Cagliari durante la movimentazione di tubi metallici. Secondo una prima ricostruzione, il carico potrebbe essere caduto dopo il cedimento delle cinghie che lo tenevano fermo: un’ipotesi ancora da verificare nell’ambito degli accertamenti.
Marco Meloni ha rivolto le condoglianze ai familiari, ai colleghi e alla comunità di Monastir, richiamando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione:
«La morte di Carlo Spiga, scoperta questa mattina al porto canale di Cagliari, mi addolora profondamente. Ai suoi familiari, ai colleghi e all’intera comunità di Monastir rivolgo la mia più sincera vicinanza. Saranno le indagini a chiarire le cause e le eventuali responsabilità. Ma non possiamo abituarci a contare vittime sul lavoro. Prevenzione, formazione e controlli devono essere una priorità costante, non un impegno che si ricorda solo dopo una tragedia: nessuna esigenza produttiva può venire prima della vita delle persone»
Lai ha chiesto al Governo di rafforzare personale e risorse destinate alla sicurezza.
Nel suo intervento cita anche i dati Inail sulle denunce di infortunio mortale, aggiornati al 31 agosto e comprensivi degli incidenti nel tragitto tra casa e lavoro. Le sue dichiarazioni:
«Un lavoratore è morto questa mattina al porto industriale di Cagliari. Alla sua famiglia e ai colleghi esprimo il mio cordoglio e quello del Partito Democratico della Sardegna. La dinamica deve essere accertata e le eventuali responsabilità individuate con rigore. Ma il dovere di attendere gli esiti delle indagini non può diventare, per la politica, un alibi per restare ferma».
«Nei primi otto mesi del 2026 l’INAIL ha registrato 14 denunce di infortunio mortale in Sardegna e 689 in Italia, comprendendo gli incidenti nel tragitto casa-lavoro. Sono dati ufficiali, fermi al 31 agosto, che non comprendono la tragedia di oggi. Dietro queste cifre ci sono persone e famiglie, non una statistica da commentare per poi passare ad altro.
Dopo quattro anni di governo, Meloni e la ministra Calderone devono rispondere delle scelte e dei risultati anche sulla sicurezza del lavoro. Quanti controlli si riescono a effettuare? Con quale personale? Quali carenze restano nei territori? Quali risorse intendono mettere nella prossima legge di bilancio? È su queste domande che chiediamo risposte verificabili».
«Un Governo che rivendica continuamente la centralità del lavoro deve assumersi fino in fondo la responsabilità di proteggerlo. La sicurezza si garantisce con ispettori, tecnici della prevenzione, formazione effettiva e verifiche sull’organizzazione del lavoro e sulle catene degli appalti. Servono stanziamenti adeguati e risultati pubblici, misurabili. Non possiamo accontentarci di dichiarazioni dopo ogni morte.
Chiederò ai ministri del Lavoro e delle Infrastrutture un quadro dei controlli e delle criticità rilevate nelle attività portuali in Sardegna, delle dotazioni degli organi ispettivi statali e degli interventi previsti. Alla Regione chiediamo, per le proprie competenze, una verifica delle dotazioni e dell’operatività degli Spresal e un confronto immediato con i sindacati.
Alla famiglia dobbiamo rispetto e verità. A chi domani tornerà a lavorare dobbiamo risposte concrete. Il Governo dica quali impegni assume e con quali tempi».
Gli Spresal sono i servizi delle Asl che si occupano di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Lai ha annunciato che chiederà ai ministeri competenti un quadro dei controlli nei porti sardi e ha sollecitato la Regione a verificare personale e attività dei servizi territoriali. Le indagini dovranno chiarire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
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