Sardegna, prestiti bancari in calo per le piccole imprese. Meloni (Confartigianato): "A rischio gli investimenti"

Meloni
Le piccole imprese sarde subiscono un calo del 4,6% dei prestiti bancari e si trovano ad affrontare i tassi di interesse più elevati d'Italia. È il quadro tracciato dall'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, basato sui dati della Banca d'Italia. L'analisi evidenzia le ripercussioni del recente rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea.

Alle piccole imprese produttrici sarde viene applicato un Tasso Annuale Effettivo (TAE) del 10,6%, contro il 6,1% riservato alle grandi strutture manifatturiere. Si tratta di un divario di 450 punti base tra piccole e medio-grandi imprese. Il divario è netto se confrontato con la Provincia Autonoma di Bolzano, dove il tasso per le PMI si attesta al 6,5% e il differenziale con le grandi aziende è di soli 220 punti base. Analizzando il totale delle imprese sarde, finanziarie e non, la media del TAE applicato è del 6,50%. L'Isola si posiziona così al secondo posto in Italia per costo del denaro, dopo la Calabria (6,50%) e ben al di sopra della media nazionale (4,97%). Nello specifico, il tasso è del 6,95% nelle costruzioni (sesto posto in Italia, media nazionale 6,12%), del 6,97% nei servizi (terzo posto, media nazionale 5,11%) e del 5,46% nel manifatturiero esteso (terzo posto, media nazionale 4,65%). L'indagine osserva inoltre l'evoluzione del costo del credito dall'inizio della stretta monetaria nel 2022. A marzo 2026, il tasso medio pagato dalle imprese sarde è superiore di 150 punti base rispetto a giugno 2022. A livello nazionale, dal 2019 a marzo 2026, i prestiti alle piccole imprese sono calati di 34 miliardi di euro (-25,9%). La flessione è ancora più marcata per le imprese artigiane, con un -39,3%. «La nostra rilevazione conferma come la stretta monetaria continui a produrre effetti particolarmente gravosi sulle micro e piccole imprese, una situazione che penalizza il cuore del sistema produttivo isolano e ne riduce la capacità di investire, innovare e creare occupazione», dichiara Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna. E aggiunge: «L'aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea rischia di trasformarsi in un ulteriore freno agli investimenti delle micro e piccole imprese, proprio nel momento in cui alle aziende viene chiesto di accelerare sulle transizioni digitale ed ecologica».

Sulle ripercussioni operative, Meloni precisa: «Le nostre imprese stanno affrontando una fase complessa: da una parte sono chiamate a investire in innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e formazione, dall’altra devono fare i conti con un costo del denaro più elevato e con una crescente difficoltà di accesso ai finanziamenti. È una contraddizione che rischia di rallentare la competitività del sistema produttivo». «Quando il credito diventa più costoso o più difficile da ottenere, sono proprio queste realtà a subire le conseguenze maggiori, significa rinviare l’acquisto di nuovi macchinari, rallentare gli investimenti nelle tecnologie digitali, posticipare i progetti di efficientamento energetico e, in alcuni casi, rinunciare a opportunità di crescita». Sulle ricadute occupazionali e aziendali, il presidente sottolinea: «Le conseguenze possono essere pesanti, si rinviano le assunzioni, si bloccano i progetti di sviluppo e, nei casi più gravi, si rischia la chiusura dell’attività». Infine, l'appello agli istituti di credito: «Come Confartigianato Sardegna, da anni chiediamo al sistema bancario di tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo di sostegno all’economia reale valutando il merito imprenditoriale e la storia aziendale e senza affidarsi esclusivamente a rigidi algoritmi. Le micro e piccole imprese non rappresentano un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare: tutelarle significa difendere il lavoro, il territorio e il futuro delle nostre comunità».