Cagliari e Sud Sardegna, diciannove ristoranti nella Guida Michelin e dieci Due Forchette del Gambero Rosso

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Il panorama gastronomico di Cagliari e del Sud Sardegna consolida la propria presenza nelle principali guide di settore. Su 51 ristoranti sardi inseriti nella selezione Michelin, 19 si trovano nell'area meridionale dell'Isola, con 11 insegne concentrate nel capoluogo. Lo stesso territorio ospita la metà dei locali premiati con le Due Forchette dalla Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso, per un totale di 10 attività sulle 20 riconosciute a livello regionale.

I nuovi ingressi nella Michelin di settembre certificano il posizionamento dell'area: dei quattro nuovi ristoranti sardi, due operano a Cagliari (Dal Pittore e Aurea Osteria Contemporanea), mentre gli altri si trovano ad Arzachena (Ulìa) e Mamoiada (Abbamele Osteria). Gli 11 indirizzi cagliaritani comprendono CUCINA.eat, Duanima, Old Friend, Amanõ, Marino e Silvana, Luigi Pomata, Sa Domu Sarda, Josto, ChiaroScuro e le due nuove entrate. Nel resto del Sud Sardegna figurano Fradis Minoris a Pula (unico ristorante dell'area con una Stella Michelin), Sa Cardiga e Su Schironi a Capoterra, Coxinendi a Sanluri, Sa Musciara a Portoscuso, Al Tonno di Corsa e Da Nicolo a Carloforte, Da Severino il Vecchio – Di Luciano a Senorbì e Corsaro Nero a Marina di Arbus.

Per quanto riguarda il Gambero Rosso, i 10 locali da Due Forchette del territorio sono Luigi Pomata (con 83 punti tra i vertici in Sardegna), Terra, Josto e Amanõ a Cagliari; Mema e Fradis Minoris a Pula; Arke a Quartu Sant’Elena; Sa Cardiga e Su Schironi a Capoterra; Da Nicolo e Da Andrea al Cavallera a Carloforte. Nel solco della cucina tradizionale, Arieddas – La Cucina della Marmilla di Sanluri conferma per il secondo anno consecutivo i Tre Gamberi, il massimo riconoscimento per le trattorie.

Fipe Confcommercio Sud Sardegna rileva come la certificazione delle guide attesti una varietà di offerta diffusa tra coste e zone interne. Sulle ricadute economiche interviene l'associazione di categoria: “Questi numeri raccontano qualcosa che va molto oltre il prestigio delle singole insegne – sottolinea Emanuele Frongia, presidente di FIPE Confcommercio Sud Sardegna –. Stiamo assistendo alla crescita di un sistema della ristorazione che è diventato parte integrante dell’identità e dell’attrattività del nostro territorio. È un segnale importante, la ristorazione non è più soltanto un servizio a supporto del turismo: è sempre più spesso una delle ragioni per cui un visitatore sceglie una destinazione, torna e la racconta”.

Sulla promozione della rete gastronomica regionale si esprime lo chef e componente del direttivo Fipe: “È sempre un grande piacere vedere più nomi della Sardegna nelle guide e constatare che si parli con crescente attenzione della nostra ristorazione, in particolare in questo momento di quella del Sud Sardegna”, ha aggiunto lo chef e componente del direttivo Fipe Confcommercio Sud Sardegna Luigi Pomata, “è bello che le guide e i giornali raccontino i nostri ristoranti, ma credo che l’aspetto più importante sia riuscire a fare squadra. Vedere i nomi di colleghi e amici significa sapere che stiamo lavorando tutti insieme per un obiettivo comune: portare la Sardegna fuori dall’Isola, far conoscere la nostra cucina e, attraverso di essa, una terra straordinaria, che possiede una biodiversità che pochi altri territori possono vantare”.

Sul ruolo dei riconoscimenti e il rapporto con il pubblico, Pomata conclude: “Più siamo e più riusciamo a farci sentire. Le guide sono importanti e rappresentano uno strumento prezioso per far parlare del nostro lavoro e del territorio, ma non dobbiamo dimenticare che la prima e migliore guida resta il cliente. È lui che dobbiamo accogliere, coccolare e accompagnare nella scoperta della Sardegna attraverso ciò che portiamo in tavola. Ed è il cliente, con il passaparola, che può far arrivare altre persone e farle innamorare di questa terra. Per questo credo servano sempre più squadra e collaborazione. Più persone riusciamo ad attirare in Sardegna, più opportunità ci sono per tutti. Le guide fanno la loro parte e una fetta importante di pubblico le prende in considerazione, ma il vero risultato arriva quando chi viene a trovarci riparte con il desiderio di raccontare agli altri ciò che ha vissuto”.