Carburanti, Eni mette un tetto ai prezzi. Marsiglia rivendica il risultato

Michele Marsiglia
  Dal 28 settembre benzina a un massimo di 1,99 euro al litro e gasolio a 2,19 nella proposta Enilive. L’impegno iniziale dura trenta giorni, mentre si riduce lo sconto fiscale sul diesel. 

  Da una parte diminuisce lo sconto sulle imposte, dall’altra arriva il tetto di Eni. Per gli automobilisti sono due notizie da leggere insieme: dal 26 settembre si riduce l’agevolazione sul gasolio; da lunedì 28 scatta il limite ai prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive, fissato a 2,19 euro al litro per il diesel e a 1,99 per la benzina. La decisione dell’azienda riguarda la propria offerta, non tutti i distributori italiani. 

  Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, accoglie l’annuncio rivendicando il lavoro svolto dalla propria organizzazione. Nelle ore precedenti aveva prospettato uno scenario di forti rincari, legato al perdurare delle tensioni internazionali. Ora, interpellato da LaPresse, commenta: «E’ da mesi che sosteniamo che Eni avrebbe potuto salvare l’Italia da questa crisi con un cap strutturale. Dopo diversi incontri con aziende e riferimenti di Governo, le nostre proposte, dalle parole sono diventate realtà.Adesso è il momento, gli italiani vogliono una nuova Strategia energetica, non li deluderemo e saranno coinvolte tutte le forme di Energia». Il cap è il tetto massimo al prezzo. Quello annunciato da Eni durerà inizialmente trenta giorni. La prosecuzione fino alla fine dell’anno è una possibilità, subordinata all’andamento del mercato e alla disponibilità dei rifornimenti. «Il price cap è correlato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell'anno in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti», precisa l’azienda nella nota riportata dall’agenzia Dire. 

  Per capire quanto incida la parte fiscale basta guardare un pieno. Dal 26 settembre al 5 ottobre lo sconto sul gasolio scende da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa. A parità delle altre componenti del prezzo, cinquanta litri costano quindi 3,05 euro in più. È l’effetto dell’aumento dell’accisa, l’imposta sul carburante, previsto dal decreto pubblicato il 17 settembre in Gazzetta Ufficiale. Il Governo ha salutato favorevolmente l’iniziativa di Eni. In una nota Palazzo Chigi afferma: «Il Governo ringrazia Eni per l'importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio. Un lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane». Resta lo scenario internazionale sul quale Marsiglia aveva lanciato l’allarme prima dell’annuncio aziendale: «C'è il rischio che il greggio arrivi a 140 dollari al barile e di vedere il carburante che sfonda la soglia dei 3 euro/litro». Sono i livelli che il presidente di Federpetroli teme in assenza di un allentamento delle tensioni, non prezzi già raggiunti né aumenti dati per certi. A proposito della riduzione dello sconto fiscale aveva osservato che «lo sconto diminuirà ulteriormente ed in rapporto ai continui aumenti degli indici di settore, il peso di acquisto per gli italiani sarà ancora più pesante». 

  La speranza, nelle sue parole, è affidata alla diplomazia: «La nostra speranza e quella dei mercati verte su queste ultime ore che ci attendono e su una aperata de-escalation delle tensioni Usa-Iran, vista la richiesta di Teheran di una tregua. Ma ci sono stati altri episodi simili che non hanno generato risvolti positivi». Un secondo allarme riguarda l’ipotesi di un blocco delle esportazioni americane di gasolio. In quel caso il problema europeo riguarderebbe anche la disponibilità del prodotto. Marsiglia lo descrive così: «Se veramente il presidente Donald Trump ha intenzione di bloccare l’export di Diesel dagli Usa potremmo assistere ad una crisi energetica dell’Europa che penso non si sia mai vista negli ultimi 30 anni. Potremmo avere problemi di prodotto e di prezzo, considerando una previsione di oltre 120/140 dollari a barile per il greggio di riferimento europeo. Anche diverse banche d’affari hanno stimato valori superiori ai normali aumenti di mercato e questo preoccupa principalmente il settore degli investimenti dell’Oil & Gas». Il riferimento finale è al settore del petrolio e del gas. Quanto al possibile divieto americano, le notizie richiedono una precisazione: il 22 settembre Reuters ha riportato l’apertura di Trump all’ipotesi; il giorno successivo ha riferito la smentita della Casa Bianca alla notizia di un blocco di novanta giorni in preparazione. Non si può dunque raccontare quello scenario come una misura già adottata. Intanto, per chi deve fare rifornimento, il prossimo appuntamento è lunedì 28 settembre. Da quel giorno cominceranno i trenta giorni del tetto Enilive. L’eventuale prosecuzione dovrà essere confermata: per ora è questa la durata sulla quale gli automobilisti possono fare conto.