Caro energia: 103 milioni di extracosti per le piccole imprese sarde. A Chia la convention di Confartigianato

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  Negli ultimi dodici mesi le 95mila piccole e medie imprese della Sardegna hanno sostenuto 103 milioni di euro di costi aggiuntivi per l'energia elettrica rispetto alla media dell'Unione Europea. Il dato emerge dall'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, basata su numeri Eurostat, Arera e Terna. L'impatto sul PIL regionale è dello 0,25%, collocando l'Isola al quarto posto in Italia per aggravio dei costi. A pesare sul differenziale è il carico fiscale in bolletta, superiore del 47,4% alla media comunitaria. A livello territoriale, il maggiore extracosto si registra nella provincia di Cagliari, con 37 milioni di euro. Seguono Sassari-Gallura con 29 milioni, il Sud Sardegna con 18, Nuoro con 11 e Oristano con 7. I numeri vengono presentati oggi al Chia Laguna durante l'apertura della 22esima edizione della convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata da Confartigianato Imprese Sostenibili, come riportato anche nella locandina. Per i lavori odierni è previsto l'intervento in diretta online di Luigi Di Maio. A livello nazionale, le imprese italiane hanno pagato 3,7 miliardi di euro in più. Il prezzo per i piccoli imprenditori si attesta a 25,99 centesimi di euro per kilowattora, il 17,9% in più della media europea, con un prelievo fiscale e parafiscale di 5,44 centesimi, il terzo più alto in Europa. Il divario si allarga per i consumi inferiori a 20 MWh, dove la differenza tocca il +75,5% rispetto all'UE, a fronte di un prelievo fiscale sulle grandi aziende energivore che risulta inferiore alla media europea. Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, interviene sui numeri del report: "L’analisi sui costi dell’energia elettrica delle realtà isolane e sul gap nei confronti delle altre imprese europee mostra l’urgenza di interventi di politica energetica su più fronti: diversificazione delle fonti di approvvigionamento, sostegno convinto delle rinnovabili e delle azioni per l’efficientamento e la riqualificazione energetici degli edifici". Sulle soluzioni operative, Meloni precisa: "Sempre più, sarà necessario coniugare lo sviluppo economico con il risparmio energetico “mettendo a terra” un sistema efficiente di iniziative che realmente e tangibilmente favorisca l’autoproduzione e l’autoconsumo e l’efficienza energetica degli impianti produttivi".

  Riguardo alle politiche in atto sul territorio regionale: "Infatti – aggiunge Meloni - i bandi e le misure della Regione finalizzati a incentivare l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti alternative, vanno nella direzione da sempre auspicata dalla nostra Associazione e dai nostri imprenditori". La prospettiva tracciata per il comparto è netta: "Le aziende che abbracceranno questa visione non solo prospereranno sul mercato, ma diventeranno veri e propri incubatori di innovazione, dove anche le risorse umane saranno messe nelle condizioni di dare il meglio di sé, contribuendo attivamente al successo dell’impresa e alla costruzione di un futuro più verde e sostenibile". Sul piano nazionale, il presidente di Confartigianato Marco Granelli inquadra il tema a livello di sistema: "Il caro-energia frena la competitività delle piccole imprese. Tra gli interventi strutturali da attuare con urgenza c’è il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema nelle bollette elettriche delle diverse dimensioni di imprenditori, perché oggi penalizza le piccole aziende costrette a pagare anche per i grandi energivori. Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa. Se vogliamo difendere il made in Italy e accompagnare davvero le imprese nella transizione energetica, non possiamo continuare a far pagare alle più piccole un prezzo più alto proprio per l’energia che serve a produrre".