Ultimatum al Brotzu: sette giorni per sbloccare i fondi o scatta la denuncia

Ospedale Brotzu Cagliari

Al più grande ospedale della Sardegna la pazienza è finita. La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'Arnas Brotzu ha messo nero su bianco un ultimatum indirizzato alla Direzione Generale: o arrivano risposte scritte e garanzie sui pagamenti entro sette giorni, o scatterà la segnalazione per condotta antisindacale.

A firmare la diffida è il coordinatore pro tempore Gianfranco Angioni, che stila un elenco di pendenze in cui si mescolano ritardi burocratici e incertezze contabili. Al centro del braccio di ferro ci sono, molto banalmente, i soldi dei lavoratori. I sindacati chiedono di vedere le carte sui fondi contrattuali del 2026, un capitolo reso ancora più complesso dalla recente incorporazione dell'ospedale Microcitemico, operativa dal primo gennaio. La richiesta è asciutta: basta rassicurazioni a voce, servono atti ufficiali e un cronoprogramma preciso per l'avvio della contrattazione.

Il nodo più stretto riguarda però i pagamenti pregressi. Sulla produttività del 2025, la Rsu pretende trasparenza: vuole sapere con quali criteri siano stati distribuiti i premi, quanto sia stato effettivamente liquidato e se le cifre finora corrisposte siano semplici acconti o saldi definitivi.

Ancora più delicata la partita che si gioca al Pronto Soccorso. Per chi lavora quotidianamente nella trincea dell'emergenza, le indennità finanziate attraverso le risorse aggiuntive regionali restano al momento incagliate. I sindacati non chiedono rassicurazioni, ma una data certa per i bonifici, sottolineando come per chi sta in prima linea gli annunci contino zero senza le coperture in busta paga.

A rallentare la macchina c'è anche la poltrona vuota del Direttore Amministrativo. Un vuoto in organico che, secondo i rappresentanti dei dipendenti, non può in alcun modo giustificare la paralisi dell'attività o i ritardi sulle progressioni economiche di professionalità, già rimaste impantanate lo scorso anno e che la Rsu non intende veder bloccate anche nel 2026.

Il conto alla rovescia è partito. La direzione ha una settimana di tempo per fornire un riscontro scritto e convocare la delegazione trattante. Se il tavolo non dovesse materializzarsi, il confronto si sposterà dalle stanze dell'amministrazione a quelle degli organi competenti.