Ottocento auto al posto di 180: la Procura sequestra la pineta di Su Barone a Orosei per rischio incendi

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I sigilli del Corpo Forestale chiudono l'area protetta trasformata in parcheggio abusivo. Salvi solo gli stalli autorizzati. "In caso di rogo il panico avrebbe generato conseguenze catastrofiche".

La Procura di Nuoro mette i sigilli alla pineta di Su Barone, a Orosei. Un provvedimento di sequestro preventivo eseguito dal Corpo Forestale, affiancato dai Carabinieri di Siniscola e dalla Polizia di Stato, ha chiuso l'area naturale di "Su Petrosu - Su Barone". Gli unici spazi risparmiati dal blocco giudiziario sono le piste di scorrimento e i 180 stalli per la sosta previsti nero su bianco dal Piano di Utilizzazione dei Litorali (PUL). Tutto il resto della macchia forestale è sotto sequestro.

Alla base dell'inchiesta c'è il collasso totale dei controlli sugli accessi. Le regole autorizzative imponevano un tetto massimo di 180 veicoli, esattamente il numero dei posti auto legali. Nei fatti, la sbarra è rimasta alzata. La mancata vigilanza agli ingressi e sul posizionamento delle auto ha lasciato campo libero al parcheggio indiscriminato, causando — secondo gli investigatori — una "gravissima, e forse irreversibile, compromissione del sito", già vincolato da rigide tutele paesaggistiche e ambientali.

Oltre al danno ecologico, il parcheggio selvaggio ha innescato un allarme rosso per la sicurezza pubblica, violando in flagranza le prescrizioni regionali che vietano la sosta nei suoli boschivi. Gli agenti si sono trovati di fronte a un ammasso di 700-800 auto infilate sotto i pini senza alcun criterio, in giornate segnate da caldo estremo e vegetazione disidratata. La Forestale traccia senza filtri lo scenario sventato dai sigilli: l'innesco accidentale di un rogo avrebbe intrappolato centinaia di persone, scatenando un esodo nel panico senza vie di fuga libere. Una miscela che avrebbe generato "conseguenze a dir poco catastrofiche", paralizzando le ambulanze e rendendo di fatto impossibili i soccorsi.

Il fascicolo penale è aperto. Le responsabilità per l'omissione dei controlli e gli illeciti ambientali restano al vaglio degli inquirenti nella fase delle indagini preliminari, coperte dalla presunzione di innocenza fino all'eventuale processo.