Alta tensione all'aeroporto di Cagliari: Sogaer rinnega gli accordi di giugno, il sindacato pronto a paralizzare lo scalo e a ricorrere in tribunale

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La pace sociale stipulata all'inizio della stagione estiva si sgretola. La Fit Cisl accusa l'azienda di non voler onorare gli impegni sulla retribuzione feriale che avevano portato alla revoca dello sciopero. Scatta la denuncia per condotta antisindacale.

CAGLIARI – L'estate rovente dello scalo di Cagliari-Elmas non si misura soltanto dai flussi turistici, ma dalla temperatura ormai critica delle relazioni industriali. All'interno del Gruppo SOGAER (la Società di Gestione dell'Aeroporto del capoluogo sardo), la tregua stipulata all'inizio di giugno è ufficialmente giunta al capolinea. Le lavoratrici e i lavoratori, riunitisi giovedì 30 luglio in una partecipatissima assemblea convocata all'interno della sala Business del terminal, hanno conferito un mandato chiaro e inequivocabile alle proprie rappresentanze sindacali: riprendere immediatamente le ostilità.

Al centro del durissimo scontro vi è il mancato rispetto di un verbale di intesa sottoscritto esattamente cinquanta giorni fa, il 9 giugno. Quel documento non rappresentava un semplice pezzo di carta, ma il solido pilastro su cui si reggeva l'operatività stessa dello scalo: in virtù di quelle precise firme, infatti, i sindacati avevano revocato in extremis un imponente sciopero già proclamato per il 13 giugno, salvando di fatto il primo e vitale fine settimana della stagione turistica. Oggi, tuttavia, la dirigenza aziendale ha deciso di rimettere in discussione una parte nevralgica di quell'accordo, nello specifico il capitolo relativo alla cosiddetta "retribuzione feriale", ovvero le corrette modalità di calcolo e di corresponsione economica dello stipendio maturate durante i periodi di ferie dei dipendenti.

Per giustificare la marcia indietro ed evitare di adempiere agli obblighi economici, il management aziendale ha tentato di derubricare e ridimensionare il peso giuridico del documento di giugno, definendolo a posteriori come una semplice "pre-intesa". Una mossa strategica che ha scatenato l'immediata e durissima reazione della FIT CISL (la Federazione Italiana Trasporti, branca settoriale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori).

«Il Gruppo Sogaer ha ottenuto la sospensione dello sciopero assumendo impegni precisi e oggi tenta di sottrarsi a una parte di quanto concordato. È un comportamento grave, che mette in discussione l’affidabilità delle relazioni sindacali e il valore stesso della parola data», ha tuonato Gianluca Langiu, segretario regionale della sigla sindacale. Il rappresentante dei lavoratori ha poi proceduto a smontare radicalmente la debole tesi difensiva dell'azienda: «Non è il nome attribuito successivamente a un documento a cancellarne gli effetti. Quel verbale conteneva impegni chiari e ha prodotto una conseguenza concreta, la sospensione di uno sciopero. Non si può chiedere senso di responsabilità al sindacato e ai lavoratori per poi utilizzare quella stessa responsabilità contro di loro».

La risposta del sindacato, tuttavia, non si limiterà alle sole proteste verbali. La Fit Cisl ha deciso di spostare la vertenza dalle piste di decollo alle aule del Tribunale di Cagliari, depositando formalmente un ricorso d'urgenza ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Si tratta di uno degli strumenti di garanzia più incisivi a disposizione delle parti sociali, introdotto dalla storica legge 300 del 1970, che consente a un giudice del lavoro di accertare e reprimere una "condotta antisindacale" posta in essere dal datore di lavoro. L'obiettivo è ottenere un'ordinanza che intimi la cessazione immediata delle iniziative unilaterali di Sogaer e imponga la piena attuazione degli impegni già sottoscritti.

La frattura appare oggi insanabile, a meno di un radicale passo indietro della dirigenza. «Non consentiremo che un accordo venga applicato soltanto nelle parti ritenute più convenienti dall’azienda», incalza ancora Langiu, fissando una precisa linea di principio: «le relazioni sindacali non possono funzionare a senso unico e la disponibilità al confronto non deve essere scambiata per debolezza».

Sul fronte operativo, obbedendo al mandato dell'assemblea, i rappresentanti sindacali si apprestano a riattivare le "procedure di raffreddamento". Nel diritto del lavoro italiano, specialmente nel delicatissimo comparto dei servizi pubblici essenziali come il trasporto aereo, queste procedure consistono in una serie di rigorosi passaggi di conciliazione obbligatoria presso sedi terze e istituzionali. Se questo estremo tentativo di mediazione dovesse fallire, la strada verso la dichiarazione formale di un nuovo blocco delle attività diventerebbe inevitabile.

Parallelamente alla mobilitazione collettiva, il sindacato avvierà anche una vertenza capillare, raccogliendo i mandati individuali di ogni singolo dipendente per intentare cause legali mirate al recupero coattivo delle somme dovute. Il contenzioso economico travalica la sola retribuzione feriale, estendendosi ai mancati rimborsi per il lavaggio dei DPI (i Dispositivi di Protezione Individuale, come il vestiario ad alta visibilità e le calzature di sicurezza, la cui manutenzione e igienizzazione spetta per legge e per contratto esclusivamente al datore di lavoro) e al corretto pagamento delle indennità domenicali.

L'ultimatum lanciato da Elmas non prevede, in definitiva, alcuna zona grigia. «La responsabilità dell’inasprimento della vertenza ricade interamente sulle scelte del management», conclude in modo perentorio il segretario Gianluca Langiu, tracciando un bilancio amaro ma agguerrito della vertenza. «Il messaggio al Gruppo Sogaer è semplice e non lascia spazio a interpretazioni, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non si calpesta, il sindacato non si delegittima e gli accordi sottoscritti si rispettano. In caso contrario, la mobilitazione continuerà e assumerà forme sempre più incisive».